Bussi, rivince Lagatta ma la partita vera è sulla discarica


Occhi puntati sulla reindustrializzazione per la riqualificazione di un'area attigua alle discariche Montedison



Categoria: ABRUZZO-ITALIA
11/06/2018 alle ore 19:41

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Di Maria Trozzi

Dei 9 Comuni della provincia di Pescara al voto ieri (Cepagatti, Loreto Aprutino, Nocciano, Pianella, Pietranico, Roccamorice, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Turrivalignani) l'attenzione non può che finire dritta a Bussi sul Tirino perché Salvatore Lagatta, sindaco uscente, ha stravinto questa sfida al veleno con de Dominicis, sottolineando stanotte in un intervento che sino all'ultimo sono state commesse delle pesanti scorrettezze: "Al termine dello spoglio dei voti è stato urlato lo slogan Bussi è libera" ha dichiarato il sindaco.

Secondo mandato dunque per Lagatta alla guida di una delle realtà più laboriose ed intraprendenti dello scorso secolo: Bussi. Il suo avversario Pino De Dominicis, ex presidente della Provincia di Pescara, è stato staccato di 211 voti. In un Comune di oltre 2 mila abitanti e 1792 votanti, Lagatta ottiene il 56%: "Da domani si ricomincia a lavorare, anche perché abbiamo da portare a termine molte cose importanti" ed è proprio vero.

Nell'analisi del voto, concentrato nella lista civica che ha sostenuto il primo cittadino, Lavoriamo per Bussi, non possono sfuggire le enormi aspettative create in campagna elettorale, ma anche prima, tra la popolazione per il progetto di reindustrializzazione messo in campo da Lagatta per la riqualificazione di un'area attigua alle discariche Montedison coinvolgendo la farmaceutica Filippi a cui è stato affidato, in parte, il compito della ripresa economica del comparto industriale di questo angolo della val Pescara.

I vertici della società sono stati in paese, 8 giorni fa, per annunciare l'acquisizione dei terreni antistanti le discariche 2a e 2b del polo chimico e in conferenza stampa allargata hanno valutato di poter partire, con il progetto esecutivo, entro luglio e forse a dicembre per la costruzione dello stabilimento.

Preoccupa, per l'iniziativa imprenditoriale, costata già 300 mila euro per l'acquisizione dei terreni con circa 200 posti di lavoro in ballo, l'erogazione di energia elettrica vista la concessione regionale scaduta.

 

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