Finanza locale, calo verticale mutui Cassa Depositi e prestiti in Abruzzo. Boom dei Fondi europei


Per chiedere prestiti a Cdp occorre avere i conti in ordine. Da anni per la Regione è tecnicamente impossibile farvi ricorso


di Ilaria Proietti
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
22/06/2017 alle ore 08:03



Se l’economia abruzzese ha potuto beneficiare nel periodo post sisma di un plafond di 2 miliardi di euro per la ricostruzione, interamente utilizzato già nel 2015, i comuni della regione hanno d’altra parte dovuto ridurre fortemente il ricorso ai mutui ordinari Cdp. A causa dei vincoli imposti dal famigerato Patto di stabilità (oggi superato dal cosiddetto pareggio di bilancio) che impone agli enti locali di aver i conti in ordine prima di poter battere cassa per l’erogazione di fondi. Esemplare da questo punto di vista la regione Abruzzo che ormai da diversi anni non è in condizione di chiedere e quindi di riceve nemmeno più un euro da Cassa: tecnicamente è impossibile, dice una fonte vicino al dossier. Che sottolinea come la mancata approvazione dei rendiconti di bilancio per gli anni 2014, 2015 e 2016 è una causa assolutamente ostativa per accedere a nuovi prestiti.

Ma non va meglio neppure per quel che riguarda i comuni, la maggior parte dei 310 enti pubblici che tradizionalmente sono stati finanziati da Cdp. I vincoli del patto di stabilità hanno avuto un effetto chiaro sull’andamento dei finanziamenti: gli enti locali non sono in condizioni di indebitarsi. O se lo fanno devono poter contare sulla copertura assicurata dall’accesso a qualche fondo europeo. In ogni caso devono dimostrare che si possono permettere di accendere il mutuo anche se non si attivasse questo tipo di garanzia. Insomma la platea dei comuni in equilibrio di bilancio che possono chiedere i soldi a Cassa Depositi e Prestiti è sempre più limitata. E questo ha un impatto notevole sui numeri.

Se nel 2010 erano stati erogati circa 70 milioni, ad oggi la percentuale è ridotta in maniera drastica. Ed è precipitato anche il numero degli enti che, avendo le carte in regola, hanno chiesto e ottenuto i finanziamenti: secondo una rassegna sulla finanza locale nel 2014 e nel 2015 una cinquantina di enti hanno ottenuto una cifra complessiva pari a 11 milioni. Percentuale risalita, ma in maniera modesta, nel 2016: dei 310 enti abruzzesi, 45 hanno acceso nuovi finanziamenti con Cassa Depositi e prestiti per un totale di circa 20 milioni. Dati che spiegano la centralità assunta negli ultimi anni dalla capacità di gestione dei fondi europei. Per qualunque bilancio, specie quelli più barcollanti.

Questa dinamica trova conferma anche nella recente indagine della Ragioneria generale dello Stato sull’andamento dei mutui concessi al territorio non solo da Cdp ma anche da 52 istituti di credito operanti in Italia. Il report mostra a livello nazionale come neppure il superamento del Patto di stabilità sostituito nel 2016 dal criterio del pareggio di bilancio, sia riuscito a rivitalizzare, almeno per ora, l'attività dei comuni in fatto di investimenti. E l’Abruzzo da questo punto di vista, non fa eccezione. I dati della Ragioneria mostrano poi un ulteriore aspetto che riguarda la regione: i mutui sono erogati prevalentemente ai comuni con meno di 20 mila abitanti e hanno interessato soprattutto le opere marittime e fluviali, l’edilizia sociale, gli impianti e le attrezzature ricreative.