Manovre all'Agir, arriva il mega direttore


Prepara un altro colpaccio, il presidente-senatore Luciano D'Alfonso, forse l'ultimo insieme alla stabilizzazione di una decina di fedelissimi


di Lilli Mandara
Categoria: Maperò
23/05/2018 alle ore 10:00

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Prepara un altro colpaccio, il presidente-senatore Luciano D’Alfonso, forse l’ultimo (insieme alla stabilizzazione di una decina di fedelissimi, ai quali da tempo ha promesso il contratto a tempo indeterminato alla Regione) prima dell’addio definitivo: la nomina di un commissario o meglio, di un direttore generale all’Agir (l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani), che dovrà gestire la dislocazione delle discariche, gli appalti dei rifiuti, l’ingresso dei rifiuti dalle altre regioni. Insomma, roba grossa.

Lo farà adottando lo stesso copione che poi lo scorso anno gli saltò grazie all’ostruzionismo del centrodestra che gli fece notare che il rinnovo dell’Agir alla vigilia delle elezioni dell’Aquila e di Avezzano non sarebbe stato corretto, visto che la rappresentanza interna all’Autorità sarebbe risultata falsata.

E adesso il bis: la convocazione dei sindaci è per il 31 maggio, prima convocazione alle 9, seconda alle 10. Fretta, frettiissima: chiaro che i sindaci non faranno in tempo a organizzarsi, chiaro che due convocazioni così ravvicinate non favoriscono l’accordo. Tutto scivola quindi verso il commissariamento o la nomina di un mega direttore generale. Il nome che circola in queste ore è quello di Marco Alessandrini, sindaco di Pescara, suo devoto.

A mettergli i bastoni tra le ruote ci proveranno però sia il centrodestra, che chiederà formalmente un rinvio con data fissata a luglio, quando Dalfy sarà bello che andato, e i Cinquestelle che ieri hanno fatto notare che la convocazione è inopportuna perché il 10 giugno si voterà in 31 Comuni tra cui Teramo (che infatti all’assemblea Agir non potrà partecipare).

“Ci sembra politicamente scorretto, dopo anni di attesa, insediare l’Agir alla vigilia di un’elezione amministrativa così importante computando i voti di amministratori che solo dieci giorni dopo il voto non avranno più la rappresentanza del proprio territorio, anche in considerazione della “débâcle” amministrativa che attende il Partito Democratico – commenta Sara Marcozzi – Siamo agli ultimi giri di giostra del partito democratico che cerca di accaparrarsi le ultime poltrone”.

 

Ma non è tutto: alcuni Comuni hanno in corso gare per l’individuazione del nuovo gestore del servizio di Igiene urbana e, considerato che non possono essere aggiudicate gare dopo sei mesi dalla costituzione dell’Agir, tutto finirebbe a carte quarantotto e i Comuni resterebbero con le mani legate, fanno notare i pentastellati.

Insomma, la nuova governance dei rifiuti tocca a chi vincerà le prossime elezioni. Ma a questo Dalfy non si rassegna, e vuole blindare tutto.

 

ps: una vera e propria prepotenza istituzionale, i saldi di fine stagione.

 

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