Indennità di rischio, Febbo: "I medici pagano l'immobilismo della Regione"


Il consigliere regionale di Forza Italia assicura che porterà di nuovo l'argomento in Commissione vigilanza


di Redazione
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
22/05/2018 alle ore 16:36

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Il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, interviene ancora una volta sul tema riguardante le indennità di rischio percepite dalle Guardie mediche.

"Dall'esecutivo regionale e dall'assessore Silvio Paolucci ci saremmo aspettati un atteggiamento completamente diverso sul problema inerente le indennità di rischio percepite dalle Guardie mediche. Infatti, sono stati completamente disattesi sia gli impegni assunti attraverso la risoluzione approvata unanimemente in Consiglio regionale, ad ottobre scorso, sia le aspettative dei medici che dopo mesi non hanno avuto nessuna risposta concreta nonostante le rassicurazioni avute da Luciano D'Alfonso in una riunione poco prima delle elezioni".

E aggiunge: "Adesso, come annunciato in più occasioni, sui dottori che prestano presso le Guardie mediche arrivano gli effetti immediati della Delibera di Giunta approvata il 18 luglio 2017 che prevede la restituzione entro il 30 giugno di ingenti somme alle Asl di appartenenza. Questi sono i risultati della programmazione del Governo regionale, oggi incapace di risolvere problematiche inerenti un settore importate come la sanità territoriale.

Ricordo che ci sono Regioni, come Calabria, Basilicata e Lazio che hanno approvato, a seguito della segnalazione della Corte dei Conti, provvedimenti diversi come la decisione di congelare le indennità senza richiedere le somme indietro. Per l'ennesima volta, nonostante le promesse di D'Alfonso e Paolucci, sono prevalse la burocrazia, l'inefficienza e l'inadeguatezza di questo esecutivo". "Pertanto – conclude Febbo - sarà mia premura riportare l'argomento all'attenzione della Commissione Vigilanza dove vaglieremo tutte le azioni da intraprendere per difendere un diritto acquisito dei medici previsto nell'accordo sindacale regionale del 2008 affinché venga tutelato un settore oggi pienamente penalizzato".

 

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