Altro che turismo e pil: l'Abruzzo e la storia di De Chellis


Qualche burocrate ha deciso di chiudere una strada così da soffocare attività commerciali e sviluppo



Un ristoratore inizia lo sciopero della fame perché qualche burocrate ha deciso di chiudere una strada così da soffocare attività commerciali e sviluppo. Altro che turismo e progetti annunciati in pompa magna, in Abruzzo c'è ancora molto da lavorare e questa storia lo racconta meglio di comunicati e tweet.

Francesco De Chellis si è stancato della miopia della politica regionale e ha deciso di fare da solo. Ha inaugurato lo sciopero della fame perché a Fonte Romana il suo locale è strozzato dalla follia amministrativa a causa dei blocchi stradali su quattro arterie abruzzesi. Aperto ma irraggiungibile il suo locale, con il sigillo della politica sulla morte economica di interi territori che altro non chiedono se non semplicemente di poter lavorare.

Oggi una delegazione regionale che si è pecipitata lì solo per il clamore suscitato dal gesto di De Chellis, ha garantito che il 17 maggio aprirà la provinciale 54 e poi il resto si vedrà. Ma il punto non è se e quando la strada per Passo San Leonardo e la provinciale da Campo Di Giove riapriranno, bensì la consapevolezza che la politica parla e straparla di pil, turismo, infrastrutture e business menre poi non è in grando nemmeno di far giungere le auto dinanzi alle attività dei propri cittadini.

L’annosa vicenda della manutenzione per la sicurezza della strade d’alta quota non è un conto che devono pagare cittadini, imprese e commercianti. Se la politica non è in grado di gestire questo dossier, come i mille altri irrisolti in Abruzzo, che si faccia da parte allora.

 

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