Terremoto, anniversari e promesse: sarà, ma l'Aquila è ancora in ansia...


Secondo il Commissario De Micheli i rallentamenti sono figli dei controlli circa l'abusivismo edilizio


di Enrico Filotico
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
06/04/2018 alle ore 19:22



Il 6 aprile 2009 rappresenta l’anno zero della storia d’Abruzzo. L’Aquila e 56 comuni limitrofi hanno indicato questo come lo spartiacque della loro storia: alle ore 3,32 della notte un sisma distrugge le vita di 309 persone, gettando nel baratro sogni e speranza di una popolazione intera e devastando l’economia di una regione.

Oggi a nove anni da quell’indimenticabile giorno, i lavori di ricostruzione dei centri abitati sono in corso ma le problematiche che si sono avvicendate nei mesi sono tante e non di semplice risoluzione. Dalle colonne de Il Messaggero ha parlato Paola De Micheli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Commissario per i terremoti del Centro Italia 2016 e 2017.

Presente all’Aquila per la fiaccolata in ricordo delle vittime del sisma. A 20 mesi dalla scossa che ha danneggiato tutto il centro Italia, il Commissario De Micheli rassicura la popolazione circa la bontà delle tante iniziative avviate per garantire il ripristino della normalità.

Un lungo intervento in cui la De Micheli ha voluto sottolineare come in tutte le aree colpite da terremoti non sarà però fatto nessuno sconto nei confronti dell’abusivismo edilizio per il quale non verrà varata alcuna manovra pro condoni.

Parole di rassicurazione che però sembrano scontrarsi con una realtà a tratti cinica, capace di condannare il Governo nazionale e le sue manovre di rilancio territoriale. Le dichiarazioni del Direttore di Confcommercio, Celso Cioni, dipingevano un panorama abbastanza preoccupante per il capoluogo abruzzese. Colpito ben prima rispetto alle più recenti vittime delle Marche.

Delle mille attività presenti al momento del sisma, solo 60 sono state riavviate ed anche il bando ‘Fare centro’ immaginato per stimolare le piccole attività commerciali non ha attecchito. Le uniche forme di imprenditoria del centro storico rimangono legate alla vita mondana, sembra ancora un miraggio invece il commercio d’impulso. I dati raccontano di un circuito, quello delle imprese, che ha perso ben 160 unità: dal sisma in poi sono state 504 le cancellazioni di imprenditori, a fronte delle 344 nuove iscrizioni.

I privati non se la passano meglio. E’ stata proprio la De Micheli, nominata nel mandato di governo dem, a sottolineare come parte delle difficoltà siano legate all’eccessiva burocrazia. I rimborsi destinati ai privati stentano ad arrivare, nonostante sia stato promesso loro una totale copertura da parte dello Stato. Sul quotidiano romano il Commissario ha spiegato che i rallentamenti sono figli dei controlli circa l’abusivismo edilizio. Un tentativo malcelato di temporeggiare.

E’ vero sì che l’ordinanza 46 consente agli interessati di non anticipare nulla, però come ammesso proprio dalla De Micheli si è solo finalmente completata la cassetta degli attrezzi. L’Abruzzo post sisma è dunque pronto a partire. Forse, con 8 anni di ritardo.

 

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