Una poltrona per Moreno: segretario cittadino del Pd ma soprattutto controfigura del presidente Luci


E prima di andar via, un pensiero per tutti. Anzi, una poltrona. Nomine elettorali a gogo alla Regione Abruzzo


di Lilli Mandara
Categoria: Maperò
18/02/2018 alle ore 12:00

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E prima di andar via, un pensiero per tutti. Anzi, una poltrona. Nomine elettorali a gogo alla Regione Abruzzo: nella seduta fiume del 9 febbraio, fuori sacco è arrivata anche la nomina di Moreno Di Pietrantonio, segretario cittadino del Pd ma soprattutto controfigura del presidente Luciano D’Alfonso, al collegio dei l liquidatori per il Consorzio per lo sviluppo industriale dell’area Chieti-Pescara, insieme a Camillo D’Angelo (presidente) e Enzo Del Vecchio (vice). Mica una poltrona volontaria e gratuita, proprio no: le cose si devono fare per bene e allora ai liquidatori verrà corrisposto un compenso uguale a quella del presidente (mai accaduto prima).

Insomma, erano mesi che Dalfy ci provava a dare un contentino a Moreno, ma fino a questo momento il segratario Pd si era dovuto accontentare di una nomina ai grandi eventi, in tandem con Camillo D’Alessandro: un incarico onorifico, si fa per dire, e soprattutto non remunerato. Tanto poi il modo di sdebitarsi il presidente lo trova sempre. In verità un tentativo gli era andato male: quando aveva provato a nominarlo commissario unico dell’Ater.

Lo aveva praticamente già nominato, in attesa della benedetta riforma delle Ater, passando sulla testa dell’assessore Donato Di Matteo che aveva già pronta una sua lista di nomi, quando è scoppiato il patatrac: il presidentissimo aveva rispolverato dal cassetto il famoso decreto di un anno fa col quale aveva avocato a sè tutti i poteri di nomina, anche quelli relativi alle strette competenze degli assessori, e anzi lo aveva confermato con un nuovo atto. Insomma, il presidente scrisse nero su bianco che Di Matteo sarebbe rimasto assessore alle Ater ma non avrebbe avuto più potere di nomina.

E in contemporanea aveva partorito la delibera per i nuovi commissari, una delibera in bianco confezionata apposta per Moreno Di Pietrantonio, per il quale era stato previsto anche un compenso ragguardevole, 23.760 euro più le spese, il 30 per cento circa dello stipendio di un consigliere regionale.

Però Di Matteo non gliel’ha fatta passare liscia: abbandonò la giunta e avvisò gli altri assessori che se quella delibera e soprattutto quel nome fossero stati approvati, sarebbe successa la fine del mondo.

Così Moreno finì in archivio. Fino al 9 febbraio scorso: niente Ater, si dovrà accontentare di fare il liquidatore, lui psicologo sicuramente avrà tutti i requisiti per farlo. Prende il posto di Gianni Teodoro.

ps: ma si sa, ora si vota, mica c’è più molto tempo per sistemare gli amici.

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