L'Aquila, Blundo (M5s): non facciamo alleanze con nessuno. In città ha prevalso sistema parentele


il commento della senatrice pentastellata all'indomani del risultato delle amministrative


di Silvia Grandoni
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
13/06/2017 alle ore 14:39



Non sembra essere delusa dai risultati del primo turno delle elezioni municipali di domenica 11 giugno la senatrice pentastellata Rosetta Enza Blundo. Classe 1964, nata a Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila, membro della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) e Vicepresidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, Blundo espone la sua analisi a Impaginato.it

“Il risultato ottenuto dai grillini a L’Aquila è apprezzabile – commenta Blundo- soprattutto se si considera il vissuto politico della città negli ultimi anni”.

Secondo la senatrice, il risultato positivo deve essere letto alla luce di diversi fattori non del tutto favorevoli al M5s: “sicuramente la diffusione delle liste civiche che ha catalizzato l’elettorato giovane, facendo perdere voti al Movimento e la ripercussione di alcune dinamiche tipicamente aquilane di dare il voto ai parenti”.

“Basti pensare- aggiunge la parlamentare abruzzese- che la candidata sindaco Carla Cimoroni era supportata da 3 liste” (Sinistra Bene Comune L’Aquila a sinistra; Lista civica L’Aquila che vogliamo e Lista civica L’Aquila chiama).

La Blundo ritiene inoltre preponderante quale causa del calo del consenso del M5s, l’esposizione mediatica che ha dovuto affrontare per mesi il sindaco di Roma Virginia Raggi, nonchè le ultime tensioni nel Movimento dopo la rottura dei patti sulla legge elettorale.E’ un dato di fatto – afferma la senatrice- che la stampa non sia incondizionata, per soli 2 giorni si è parlato del caso Consip (si riferisce all'inchiesta che riguarda l'assegnazione degli appalti nella Pubblica Amministrazione, condotta in un primo momento dalla procura di Napoli e in seguito di concerto con la Procura di Roma, ed alla pubblicazione del brogliaccio della conversazione telefonica intercettata dai carabinieri del Noe appena il 2 marzo scorso tra Matteo Renzi e il padre Tiziano).

A ciò si aggiungano i mezzi utilizzati per la campagna elettorale che- ritiene Blundo- non sono adeguati per una città fortemente disgregata come L’Aquila. “Sicuramente- confessa- noi non abbiamo trovato i nostri volantini gettati a terra, abbiamo preferito parlare vis-à-vis con gli elettori, e abbiamo riscontrato un certo successo”. La senatrice si complimenta con tutta la squadra dei grillini a L’Aquila per il lavoro svolto: “ha lavorato al massimo delle sue possibilità, non solo ed esclusivamente per le candidature. Ci contraddistingue la forte passione per la politica, e il nostro impegno va oltre la campagna elettorale”.

Sul dato -a dir il vero non troppo alto a L’Aquila - dell’astensionismo la parlamentare commenta così: “le persone non hanno più fiducia nella politica, qui non credono più a nessuno, sono demoralizzati e delusi, perché sono state fatte loro promesse che poi non sono state mantenute da chi era nell’amministrazione. Così hanno deciso di non dare il voto a nessuno”.

Cosa accadrà ora?“Quello che gli aquilani vorranno - risponde Enza Blundo-.“Noi non facciamo alleanze, siamo liberi. Il M5s non è interessato al ballottaggio, fatta salva l’individualità del voto. Io sto a guardare, vedrò cosa accade e poi trarrò le mie conclusioni”.