Dall'Europa un freno all'accesso al credito? Ecco che ne pensa l'Abruzzo


Dal 1 gennaio è in vigore l'Ifrs9 che impone alle banche di avere più liquidità accantonata, ma con la conseguenza di chiudere i rubinetti alle imprese



Accantonamenti per i crediti già deteriorati, ma anche per quelli futuribili: gli istituti dovranno stimare le perdite attese e metterle a bilancio.

Il meccanismo studiato per far registrare repentinamente il deterioramento della qualità del credito si chiama Ifrs9, quadro contabile approvato dall'Unione Europea, che dal primo gennaio di quest'anno sostituisce il precedente IAS39. Al di là delle sigle, si riferisce ai nuovi principi che disciplinano in maniera netta le modalità con cui le banche dovranno effettuare gli accantonamenti sui crediti. Il commento dei vertici regionali di Confindustria e Confartigianato, Ballone e Di Tecco.

 

CHI NE RISENTE

In sostanza l'International Financial and Regulatory Standard è un provvedimento bancario che prescrive alle banche di accantonare riserve in modo più rigoroso a fronte dei prestiti estesi a imprese e famiglie: a risentirne saranno certamente le Piccole e Medie imprese che vedono i finanziamenti ridursi in maniera esponenziale e ottenerli diventa un terno a lotto.

"Il nuovo principio contabile Ifrs9 a pieno regime peserà in misura rilevante sul sistema bancario europeo e su quello italiano in particolare soprattutto per quanto riguarda il rischio di credito e gli accantonamenti – spiega il presidente di Confindustria Abruzzo, Cav. Agostino Ballone -. Avrà un forte impatto non solo sull'organizzazione delle banche, ma anche sull'offerta di credito alle imprese".

 

LE CONSEGUENZE

Le conseguenze di questo provvedimento saranno certamente evidenti sia nell'immediato, sia nel medio-lungo periodo: "Confindustria è preoccupata da tempo degli effetti del nuovo principio e, più in generale – ferma la nostra condivisione di regole a presidio della stabilità del sistema finanziario – è preoccupata dell'impatto del processo di revisione che ha riguardato la regolamentazione finanziaria internazionale negli ultimi anni, imponendo alle banche nuovi e pesanti accantonamenti patrimoniali che, tanto più in una crisi come quella che ha colpito il nostro sistema dal 2008, hanno generato una stretta creditizia. Per questo lavoriamo da tempo, anche in sede comunitaria e d'intesa con le Confindustrie degli altri principali Paesi Europei (Germania e Francia in particolare), per assicurare che la regolamentazione finanziaria sia attentamente calibrata al fine di scongiurare il rischio che regole eccessivamente stringenti determinino – in contrasto con la politica monetaria espansiva della BCE – una stretta nell'offerta di credito e di altri strumenti finanziari alle imprese".

 

L'ACCESSO AL CREDITO

Il timore è che con meno accesso al credito si posso rischiare di accrescere un indebitamento e di usura visto che da qualche altra parte i soldi bisognerà pur prenderli: "Accanto all'impegno sul tema della regolamentazione, che resta la priorità per rivitalizzare il credito alle imprese continueremo a lavorare per il rafforzamento degli strumenti di accesso al credito delle imprese, in particolare del Fondo di Garanzia per le PMI e dei confidi, così come per favorire l'accesso delle imprese a fonti di finanza alternativa al credito. Competere e crescere richiede infatti rafforzare la struttura finanziaria. Oggi le nostre PMI – conclude il presidente di Confindustria Abruzzo -, a dispetto di un rilevante progresso degli ultimi anni, sono ancora troppo sottocapitalizzate ed eccessivamente dipendenti dal credito bancario. In futuro dovranno diversificare le fonti finanziarie, aprirsi ai mercati e a investitori esterni e per questo dovranno rafforzare la governance e offrire informazione trasparente".

 

LA REGIONE DEVE INTERVENIRE

Il presidente di Confartigianato Abruzzo Luca Di Tecco auspica un intervento da parte delle istituzioni: "E' un provvedimento che va ad alimentare e ad aumentare problematiche già presenti per le imprese – ha detto il presidente di Confartigianato Abruzzo Luca Di Tecco – Già abbiamo problemi per ciò che riguarda l'accesso al credito, e questa novità non è certamente di buon auspicio. Noi attendiamo che la Regione metta in atto qualcosa di concreto perché il rischio è che muoiano ancora tante imprese: già ne perdiamo in continuazione anno dopo anno, con le gravi conseguenze di un impoverimento della nostra economia e di lasciare a casa tanti lavoratori che si trovano senza occupazione. Un aiuto importante alle imprese deve arrivare soprattutto dalle istituzioni e dalla nuova classe politica che uscirà dalle prossime elezioni, soprattutto riconoscendo il ruolo vero dell'economia pulsante della nostra regione e della nostra nazione nella micro e piccola impresa. Confartigianato Abruzzo – ha consluso Di Tecco - continuerà a seguire in un percorso di sostegno le imprese per aiutarle nell'accesso al credito e ad adoperarsi affinché vengano fatte scelte coraggiose per l'Abruzzo, senza perdere nuove occasioni di sviluppo, restando al fianco delle nostre imprese in un ruolo di primo piano e teso a preservare il nostro tessuto produttivo e il territorio ad esso collegato".

 

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