Liberi, (poco) Uguali e....litigarelli: cosa sta succedendo per le liste dei grassiani d'Abruzzo


"E' tutta una questione di dignità


di Federica Rogato
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
25/01/2018 alle ore 07:02

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Liberi e Uguali. Liberi certamente, ma uguali, a quanto pare, proprio no. L'Abruzzo grassiano vive ore concitate: ore di disappunto e disaccordo nelle quali i vertici regionali non vogliono cedere il passo ai giochi di potere paracadutati dall'alto.

 

ESCLUSI ILLUSTRI E ROSA DI NOMI

L'assessore regionale Marinella Sclocco e il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, seppure ritenuti nomi molto forti, non possono essere presi in considerazione perché nella riunione della presidenza nazionale di LeU è stato deciso di non concedere deroghe per le candidature di consiglieri regionali e sindaci nei collegi plurinominali di Camera e Senato.

Paola Cianci, vicesindaco di Vasto, l'ex assessore regionale Franco Caramanico, Rosaria Ciancaione consigliera comunale di Roseto, la collega di Pineto Marta Illuminati, Sonia Chiavaroli di Bussi, Fabio Ranieri dell'Aquila, Romana Rubeo consigliera comunale di Tagliacozzo: sono solo alcuni dei nomi proposti ai vertici nazionali che hanno ringraziato per il consiglio, senza però prenderle in considerazione.

 

SCUSA, MI RIPETI IL NOME?

La brillante idea del nazionale, invece, ha un nome e un cognome. Anzi due: Danilo Leva e Celeste Costantino sono i candidati di punta di LeU in Abruzzo. Ma a chiedere in giro, anche ai più informati, questi due nomi non riescono proprio a ricordare nulla agli abruzzesi: certo, non c'è ancora l'ufficialità, ma gli elettori del partito di Grasso, a oggi, dovrebbero trovarsi capolista nel collegio della Camera L'Aquila-Teramo Leva, mentre la Costantino a quello di Pescara-Chieti. Due sconosciuti.

Costantino è calabrese, vive a Roma e cinque anni fa provò a essere eletta in Piemonte senza esito e ora cercano di fare dell'Abruzzo terra di conquista. Leva è un molisano che dovrebbe essere candidato anche nel maggioritario di Isernia.

 

NON LI CONOSCIAMO E NON LI VOGLIAMO

Inutile nascondere il malcontento delle varie anime del partito: Mdp da una parte e Sinistra Italiana dall'altra non si lasciano di certo sfuggire di mano la situazione. Anzi rilanciano e questo pomeriggio a Roma i delegati regionali di LeU vanno a mettere i puntini sulle i di "Uguali" perché "i deputati devono essere riconoscibili dai cittadini, devono essere radicati nel territorio – commenta Gianni Melilla – i nomi proposti dal nazionale noi non li conosciamo e non li vogliamo. Quindi è in atto un confronto molto duro con il Nazionale perché vogliamo ribadire che i deputati ce li scegliamo noi".

 

COSA SUCCEDE ORA?

Un capolista nazionale dovrebbe andare in quelle regioni che eleggono più deputati e che quindi possono riservargli un posto: nelle regioni come l'Abruzzo che si elegge un solo deputato devono lasciare spazio a quelli riconoscibili, popolari, che hanno una storia.

"E' tutta una questione di dignità – ribadisce Melilla -. Da siloniani noi non vogliamo essere trattati come i cafoni di un tempo: noi siamo persone che hanno fatto esperienza, abbiamo tante persone che sono in grado di candidarsi per questi ruoli, giovani e meno giovani, amministratori, gente impegnata nella società civile e quindi noi non la possiamo accettare". L'assemblea regionale ieri ha respinto queste candidature e oggi la segreteria nazionale prenderà atto della posizione della delegazione abruzzese e dovrà decidere se rimanere ferma sulle proprie posizioni.

 

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