Luce, gas, banche, sanità e servizi: stangata in arrivo per famiglie ed imprese


Tutti i rincari previsti dall'anno nuovo: le voci abruzzesi di protesta


di Federica Rogato
Categoria: ABRUZZO
29/12/2017 alle ore 19:08



Se non costa nulla credere all'adagio anno nuovo, vita nuova, purtroppo costerà – e non poco – anche agli abruzzesi salutare i dodici mesi appena trascorsi per entrare nel 2018.

 

I RINCARI

Secondo una stima dell'Adusbef, l'Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari, il nuovo anno, infatti, sarà foriero di una stangata di prezzi e tariffe che svuoterà di ulteriori mille euro le tasche delle nostre famiglie.

Sono per l'esattezza 952 euro i rincari stimati che vanno dalle bollette della luce ai pedaggi autostradali, ma anche assicurazioni, servizi bancari, prodotti per la casa, spese scolastiche e ticket sanitari.

Elettricità e metano dovrebbero costarci secondo i calcoli Adusbef 68 euro in più e per l'acqua sono 45 gli euro in più stimati. L'associazione calcola poi rincari medi di 25 euro per le assicurazioni auto, 40 sui pedaggi autostradali, 97 sugli altri costi di trasporto, 49 la Tari, 156 euro le tariffe professionali e artigianali, 55 euro i ticket sanitari, 18 per le tariffe postali e 38 euro i costi bancari.

 

PREOCCUPAZIONE PER LE IMPRESE

Ovviamente le prime reazioni a questa eventualità non tardano ad arrivare: "Per l'ennesima volta il sistema produttivo abruzzese viene penalizzato nella sua competitività, perché oggi le competizioni non si fanno tra le singole imprese, ma tra sistemi produttivi. Abbiamo appreso, tra le varie voci, ad esempio, che a partire dal prossimo primo gennaio 2018, le tariffe della Rete Autostradale abruzzese, meglio nota come Strada dei Parchi, lieviterebbero del 13%".

Queste le parole del direttore regionale della Confcommercio Abruzzo, Celso Cioni, che ha precisato che la Confcommercio chiederà un incontro urgente al presidente della Regione Luciano D'Alfonso per discutere proprio su questo tema: "Se la notizia venisse confermata, i costi delle percorrenze sarebbero certamente i più alti praticati, non in Italia, ma sull'intero pianeta terra".

Ma è lo stesso Cioni a evidenziare quale ripercussione questi rincari, sia autostradali, sia di altri servizi possano avere sulle famiglie e sulle imprese stesse: "I costi che tutti i pendolari saranno costretti a sostenere per l'aumento delle tariffe, le ulteriori spese per le altre voci sono tutti fattori che concorrono all'impoverimento delle risorse familiari e sono costi che saranno sottratti ai potenziali consumi commerciali delle famiglie abruzzesi che certamente non vivono un momento particolarmente brillante. Per queste ragioni richiediamo formalmente un immediato e un urgente incontro con il presidente D'Alfonso teso in primis a verificare la fondatezza della notizia e sul merito a individuare ogni iniziativa da porre in campo per evitare le pesantissime conseguenze che tale rincari potrebbero provocare al Sistema economico dell'intera Regione Abruzzo".

 

SE POTESSI AVERE MILLE EURO ALL'ANNO (in più)

I dati riportati, dove si evidenziano dei margini di povertà che aumenteranno di molto, non sono di certo confortanti per le famiglie abruzzesi che saranno costrette a tirar fuori circa mille euro in più all'anno.

"In Abruzzo siamo molto preoccupati, il nostro territorio è stato colpito più volte dal terremoto e i cittadini hanno subito disagi nella migliore delle ipotesi e danni gravi nella peggiore e se si aumentano ancora di più le spese che vanno a incidere sui bilanci familiari, di queste famiglie già provate, credo che si arrivi a un punto in cui è davvero difficile andare avanti".

Claudia Di Pasquale è il presidente Regionale Age Abruzzo (Associazione Genitori), associazione che si occupa di vari settori, ma in particolar modo delle tematiche legate alla scuola.

"Una politica cieca che non tiene conto dei bisogni di una famiglia, un Paese che non aiuta, ma che continua a detrarre denaro azzerando le speranze di una ripresa. Una denatalità paurosa che è l'emblema di questo momento di crisi".

Le famiglie sono molto preoccupate perché non ce la fanno più a sostenere questi costi e a vedere di anno in anno lievitare i costi: "Come Age ci occupiamo particolarmente di scuola e i rincari riguardano anche questo settore: una scuola che soprattutto in Abruzzo vede carenza di strutture. Le Province sono state declassate e non hanno più risorse economiche da dare alle scuole, abbiamo strutture scolastiche vetuste che cadono a pezzi dove noi famiglie siamo costretti, di tasca nostra, a pagare gli accomodi: risorse nostre, del contributo volontario e questo è inaccettabile".

Non meno di una settimana fa, nel consiglio d'Istituto di una scuola del Pescarese dove la stessa Di Pasquale è membro, hanno deliberato di poter attingere ai fondi del contributo volontario dei genitori per la messa in sicurezza della struttura: "Tra migliorare l'offerta formativa e la sicurezza dei nostri figli cosa potevamo scegliere? Ovviamente la sicurezza sebbene il contributo volontario sia destinato all'offerta formativa. Pochissimi soldi agli istituti abruzzesi e ora aumentano anche le tasse. Ma dove andremo a finire? Cosa devono fare ancora di più le famiglie?

 

ABRUZZO FORTE E GENTILE

Alberto Carraro, responsabile dell'Adiconsum Abruzzo, rileva una triste verità "Purtroppo ci sono sempre più famiglie abruzzesi sulla soglia della povertà: basta vedere i dati delle mense sempre più frequentate, dei centri di primo ascolto. Purtroppo l'Abruzzo in questi ultimi otto anni ha vissuto calamità naturali e disastri che l'hanno colpito profondamente al cuore. Intere famiglie dilaniate: siamo una popolazione sfiancata, ma tra le mille difficoltà ci siamo sempre rialzati. Ci vuole un piano di interventi mirati per creare lavoro, occupazione e quindi reddito e far ripartire questo nostro Abruzzo.

 

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