Perché sarà il Milan la ciliegina sulla torta elettorale di Silvio Berlusconi


L'ultima trovata, la sorpresa da servire sul rettilineo finale di una competizione che già s'annuncia scoppiettante



E infine, il Milan. E sarà bingo. La mossa che Silvio Berlusconi sta studiando, probabilmente sarà questa. E sarà l'ultima trovata, la sorpresa da servire sul rettilineo finale di una competizione che già s'annuncia scoppiettante.

Qualcosa che possa e sappia legarsi ai sentimenti, alle passioni, alle pulsioni che nel pallone, nel gioco del calcio, hanno il loro comune denominatore da Trapani a Bolzano.

Un 'beau geste' rivestito da questione di cuore, ma elettoralmente assai pagante: il ritorno del Cavaliere al comando dell'A.C. Milan.

La riacquisizione della proprietà dei rossoneri, lasciata in oscure mani cinesi e oggi in chiara crisi societaria e di gioco, potrebbe essere la vera ciliegina sulla torta elettorale. Per far sì che Berlusconi possa papparsi la fetta più grossa.

Non bisogna dimenticare che tifoseria milanista, dopo quella juventina, è censita come seconda per numero di adepti su tutto il territorio nazionale: un bacino di voti elevato che non può non essere entrato nei pensieri e negli obiettivi dell'ex premier.

Il baratro in cui stanno scivolando i rossoneri sembra fatto apposta per agevolare il salvifico ritorno. Un milanista, magari non lo ha mai votato il Cavaliere, ma ricordando tutto quello che il "suo" Milan ha vinto non può non augurarsene il ritorno al vertice della squadra. E con l'offerta politica screditata che c'è in giro, potrebbe pensarci.

Altroché se potrebbe. Certo, per adesso si tratta ancora di una supposizione. Ma gli indizi ci sembrano univoci. Del resto, ad oggi Berlusconi è in campo con alcune proposte importanti. Che però deve condividere. Prima di tutte la flat tax, la tassa piatta come lui la chiama, che adesso vivrà il suo momento se, come pare, Donald Trump firmerà -prima di Natale- il promesso super taglio fiscale. Anche su questo versante c'è competizione con Matteo Salvini il quale può addirittura rivendicarne la primogenitura. Stesso dicasi, ovviamente, per redditi e pensioni.

Ma sul Milan no. Li non c'è né ci può essere alcuna competizione o condivisione: o Berlusconi o niente. O le risolleva lui le sorti di quello che fu il club calcistico "più titolato al mondo" o sarà il baratro. Col rossonero Salvini che sarà pure costretto a plaudire. Bingo!

 

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