Si scrive PescarAbruzzo e si legge...tutti i sussurri (e gli affari) dietro la Fondazione


Nomi, poteri, incroci di interessi, mission, e tanti denari: una ricostruzione di gestioni e padrini politici



Scrivi PescarAbruzzo e leggi Nicola Mattoscio, padre padrone della fondazione di origine bancaria che amministra il patrimonio della vecchia Cassa di risparmio di Pescara e Loreto Aprutino, un tesoretto che attualmente si attesta sui 203 milioni di euro.

Scrivi PescarAbruzzo e leggi Luciano D'Alfonso, il presidente della Regione Abruzzo che da sindaco di Pescara attinse a piene mani dalle casse dell'ente.

Basti pensare al maxi contributo da 5 milioni di euro per la realizzazione del Ponte del Mare, ancora oggi simbolo e orgoglio della lunga stagione dalfonsiana alla guida della città adriatica.

 

UNA GESTIONE PERSONALE

Per oltre 20 anni il presidente della fondazione PescarAbruzzo è stato Nicola Mattoscio, docente di economia, presidente della Saga, attuale presidente dell'Istituto superiore di disegno industriale e da poche settimane anche direttore del dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative dell'università d'Annunzio di Chieti-Pescara.

Non potendosi ricandidare alla guida della Fondazione, per ragioni legate a limiti di mandato, nel maggio 2016 Mattoscio ha lasciato spazio alla sua fedelissima Paola Damiani, avvocato pescarese, andando però a ricoprire l'incarico di segretario generale, che è previsto dallo statuto, ma che fino a quel momento non era mai stato ricoperto da nessuno.

Un vero peccato, considerato che da segretario generale Nicola Mattoscio guadagna circa 10 mila euro al mese, più precisamente 77 mila euro lordi per il periodo compreso tra maggio e dicembre 2016. Ben più del presidente Damiani, che per lo stesso periodo si ferma a un'indennità di 35mila euro, del vice presidente Nicoletta Di Gregorio (15mila euro) e dei membri del Consiglio d'amministrazione (10mila euro).

La gerarchia delle retribuzioni finisce per alzare il velo su quello che tutti considerano una sorta di segreto di pulcinella, ovvero sul fatto che la guida della fondazione sia ancora saldamente nelle mani di Mattoscio.

 

MISSION, PRESITI E ACQUISIZIONI

La fondazione ha tra i suoi scopi ricerca scientifica e tecnologica, educazione istruzione e formazione, arte attività e beni culturali, salute pubblica. In particolare, sul sito internet dell'ente, che come tutte le fondazioni di origine bancaria è un soggetto non profit, alla voce "missione e carta dei valori" si legge: "La Fondazione PescarAbruzzo è impegnata nei confronti della comunità a svolgere con trasparenza la propria attività, improntando la sua azione a criteri di equità, indipendenza e imparzialità verso tutti i soggetti che entrano in relazione con essa".

Rientrano nell'ambito di queste finalità - evidentemente - alcune delle recenti operazioni compiute dalla fondazione, come l'accordo con la provincia di Pescara per l'acquisizione, in comodato d'uso per 15 anni, di un edificio di 450 metri quadri, in via Cesare Battisti, destinato a diventare la sede dell'Isia, di cui Mattoscio è presidente. In cambio la fondazione si accollerà tutti gli altri oneri, a partire dalla messa a norma degli impianti.

Non è ancora chiaro, però, se la sede dell'Isia finirà in via Battisti o in via Michelangelo, dove la fondazione PescarAbruzzo ha acquistato dal presidente del Pescara Calcio, Daniele Sebastiani, un altro immobile che sarà ristrutturato con un intervento da 2 milioni e mezzo di euro, e che in uno dei vari capitoli di bilancio è indicato come futura sede della Cittadella del design.

Con il patron della società biancazzurra, d'altronde, esiste un rapporto consolidato, che risale ad un prestito obbligazionario da 5 milioni di euro, erogato dalla fondazione a favore del club del presidente Sebastiani per un progetto di scouting. Un prestito a condizioni particolarmente vantaggiose, considerato che - come rivelato tempo fa dal blog Mapero' - prevede la restituzione dell'importo in cinque anni, ad un tasso d'interesse del 3,5%.

 

UN RICCO PATRIMONIO IMMOBILIARE

Nel frattempo, tra un concerto e l'altro in corso Umberto, il patrimonio immobiliare della fondazione PescarAbruzzo continua a crescere. Alcuni anni fa, nel corso di un'asta pubblica, fu acquistato per 5 milioni di euro lo storico edificio dell'ex Banco di Napoli, all'incrocio tra corso Umberto e corso Vittorio Emanuele, dove nelle intenzioni di Mattoscio e soci dovrà sorgere un nuovo polo museale.

Se ne avvertiva un'impellente necessità, in una città che vede strutture simili, come il Museo Vittoria Colonna, il Museo delle Genti d'Abruzzo o il Mediamuseum, contenere a fatica l'assalto dei visitatori. Nel frattempo i lavori di ristrutturazione sono fermi. Pare per problemi burocratici.

Altri immobili di proprietà della fondazione PescarAbruzzo sono i cinetatri Massimo e Circus, il palazzo che ospita la libreria Feltrinelli, il palazzo dove ha sede la Dogana, nei pressi della Capitaneria di porto, e il palazzo di via Alento che ospita la Cittadella dell'accoglienza. Senza dimenticare la sede operativa della fondazione, in corso Umberto, nel cuore del centro cittadino: è qui che ha sede anche la Maison des Arts, definita sul sito della fondazione "un luogo d'incontro tra la società civile, l'arte e la cultura".

 

FONDAZIONI RICCA E BANDI POVERI

La fondazione PescarAbruzzo, con i suoi 249milioni di euro di attivo, si piazza al primo posto nella classifica delle fondazioni d’origine bancaria dell’Italia meridionale. Attualmente, sul sito della fondazione, c'è un solo bando aperto, quello relativo al concorso fotografico "Condividere... scattando - quarta edizione", destinato agli studenti delle scuole superiori: in ballo quattro premi che vanno dai 200 ai 750 euro.

Gli altri bandi, pubblicati nel 2017, riguardano il ciclo di spettacoli denominato "Sabato in concerto", con un plafond complessivo di 22.500 euro; il progetto rivolto ai minori "Opere d'arte per la tutela ambientale", con sei premi dall'importo compreso tra i 300 e i 1.000 euro; la terza edizione del concorso "Condividere... scattando"; il “Premio Internazionale NordSud di Letteratura e Scienze”, con premi da 4mila euro per i vincitori delle due sezioni. Infine, come ogni anno, c'è il bando per le erogazioni: già chiuso quello per il 2018 che - come nell'anno precedente - prevede dei plafond di 100mila euro per il settore d'intervento "Educazione, istruzione e formazione", di 250mila euro per il settore "Arte, attività e beni culturali" e di 100mila euro per il settore "Promozione dello sviluppo economico locale".

Già da diversi anni, invece, sono state sospese le 5 borse di studio per tesi di economia intitolate all'economista pescarese Federico Caffè. 

 

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