Chi ammicca in Abruzzo a Orlando e ai Napolitano's boys


L'Aquila: attorno al Ministro della Giustizia si sta coagulando un pezzo del Pd non renziano (né dalfonsiano) tramite la Fondazione Dems



Ha girato l'Italia in lungo e in largo, finanche nei borghi più periferici. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando sta tessendo, da tempo, la sua tela interna al Pd con la benedizione dell'ex inquilino del Quirinale. Il suo tour ha toccato anche L'Aquila in occasione della presentazione del libro di Michele Fina e Gianluca Lioni “I grandi discorsi che hanno cambiato la storia”.

Ma è dopo l'evento letterario che si sono gettate le basi per la nascita in Abruzzo della Fondazione Dems-Democrazia, Europa, Società. Gli orlandiani riuniti a cena hanno indicato perimetro e orizzonti della nuova componente, in una regione, l'Abruzzo dove il Pd vive già costanti lacerazioni dettate dalla controversa guida regionale, e che nei mesi scorsi hanno portato alla nascita di sigle parallele ai Democrat come Red e Globuli Rossi.

"Non so se Renzi avrebbe potuto far di più per allargare la coalizione – ha detto Orlando - adesso lavoriamo fino in fondo per vedere di portare a casa un quadro più favorevole possibile, poi faremo una valutazione quando sarà convocata la direzione per fare questo tipo di analisi".

Come dire che il segretario del piddì è stato archiviato, mentre il leader della sinistra Pietro Grasso è visto con sospetto dal ministro ("Scelta legittima, prestigiosa, il rimpianto è che questa personalità sia messa a disposizione di un pezzo del centrosinistra e non di tutto il centrosinistra").

Ma Orlando in Abruzzo potrà contare, si dice, su quel pezzetto del Pd poco avvezzo alla gestione dalfonsiana e più sensibile ad un altro fazzoletto di nomenklatura che gravita attorno al Presidente emerito Giorgio Napolitano.

Che, non a caso, pare abbia benedetto Orlando anche per la sua totale differenza (caratteriale e politica) rispetto a Renzi. E, quinidi, a D'Alfonso.

 

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