Maltauro, Febbo attacca: ecco gli effetti dello "scippo" della Regione


Ecco la lettera di risposta della Asl di Chieti alla richiesta di informazioni del Presidente della Commissione di Vigilanza


di Maria Elena Cosenza
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
06/06/2017 alle ore 19:18



La Asl Lanciano-Vasto Chieti l’ha messo nero su bianco: l’avocazione della procedura per la realizzazione dell’ospedale di Chieti da parte della regione ha determinato una paralisi nelle attività del gruppo di lavoro che stava vagliando il progetto. E’ tutto nella lettera di risposta della direzione generale dell’azienda sanitaria abruzzese indirizzata a Mauro Febbo. Che aveva richiesto di avere copia del parere definitivo che il legale Velina Maria Leone avrebbe dovuto consegnare al rum entro il 15 maggio.

 

“L’Avvocato non ha fornito il parere prescritto. E questo - come mi scrivono dalla Asl - in ragione della circostanza dell’avocazione della procedura decisa dalla regione il 10 maggio” dice a Impaginato.it il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che da tempo ha messo nel mirino il progetto per la realizzazione in project financing del nosocomio. Per questo non solo ha chiesto all’Anac di Raffaele Cantone di intervenire. Ma da presidente della commissione di Vigilanza della regione ha richiesto anche alla Asl chietina di rendere noti i pareri degli avvocati incaricati dal Rup di analizzare il progetto proposto da Maltauro.

 

“La regione Abruzzo - prosegue Febbo - ha avocato a sé la procedura proprio qualche giorno prima della scadenza dei 90 giorni che il Responsabile unico del procedimento aveva a disposizione per dichiarare il progetto di pubblico interesse.”

Una vicenda che per Febbo ha dell’assurdo: “la procedura è a carico della Asl in quanto ente appaltante: la Regione Abruzzo sta, dunque, compiendo un atto illegale. Di cui si è assunto la responsabilità politica il governatore D’Alfonso”.

 

Secondo quanto riportato nella delibera n 277 del 25 maggio scorso approvata dalla Giunta regionale si dà mandato al neo Direttore generale Vincenzo Rivera di individuare, tra le professionalità apicali della struttura organizzativa regionale, la figura del rup di fiducia dell’amministrazione regionale. Il quale a sua volta potrà proporre la nomina di altre professionalità che lo supportino nella disamina delle problematiche tecniche, finanziarie e giuridiche relative alla valutazione della proposta avanzata dalla Maltauro.

“Adesso - afferma ancora Febbo - nella delibera viene indicato un nuovo termine, quello del 30 giugno 2017. Entro il quale il Rup si avrà esprimere sul progetto: questo nuovo termine è assolutamente in contrasto con la normativa vigente (codice degli appalti) e non trova alcuna giustificazione tecnica o giuridica.

Insomma la si butta in caciara”.

Accuse pesanti quelle di Febbo che già prevede come andrà a finire la vicenda.

“La gestione di questo dossier lascia indovinare che, alla fine neanche la regione riuscirà ad approvare il progetto. E dunque si spalancheranno le porte di una richiesta di risarcimento dei danni arrecati a Maltauro. Che, ovviamente, dovrà rifondere l’amministrazione”insiste Febbo che torna ad invocare un intervento della magistratura