Ecco come (e quanto) differenziano gli abruzzesi: promossi e bocciati


Dossier Ecosistema urbano 2017 di Legambiente: "C'è un'Italia delle città che ha già cambiato passo"



Un'Italia a tre velocità, con il Nord che vola ed un Sud che continua ad arrancare seppure tra mille distinguo. Nonostante il Bel Paese sia tra quelli, in Europa, a far registrare le migliori performance in termini di percentuale di raccolta differenziata e riciclo, a livello nazionale nel 2016 il dato complessivo, secondo i dati Ispra, si attesta al 52,5% (con il Nord che raggiunge la media del 64,2, il Centro che si ferma al 48,6 e il Sud che complessivamente non supera il 37,6%), ancora lontano dunque dall'obiettivo del 65 che il decreto legislativo 152 del 2006 e la legge 296 del 27 dicembre 2006 fissavano già per il 2012.

In generale, comunque, come sottolineato dal dossier Ecosistema urbano 2017 di Legambiente, "c’è un’Italia delle città che ha già cambiato passo" e "che gestisce il ciclo dei rifiuti come e meglio di tante altre realtà europee". Tra gli esempi virtuosi Mantova, dove la differenziata sfiora l’80 per cento, il servizio di raccolta porta a porta raggiunge tutti i residenti e "dove grazie a un microchip e a un’etichetta elettronica che personalizzano e tracciano sacchetti e bidoni della spazzatura l’utente in bolletta non paga una tassa ma l’effettivo costo di smaltimento dei rifiuti non riciclabili che ha buttato via", così come Bolzano, Pordenone e Treviso, che differenziano più dell’85 per cento della spazzatura. "Meglio, molto meglio", come evidenzia ancora Legambiente, di Copenaghen, Praga, Berlino.

 

QUI ABRUZZO

La Regione Abruzzo, seppure ancora lontana dalla percentuale del 65%, nel corso degli ultimi anni ha visto un graduale e costante aumento della raccolta differenziata. Tanto che la Regione dei parchi, secondo gli ultimi dati Ispra, si pone al secondo posto dopo la Sardegna tra le regioni del Sud per percentuale di differenziata, con performance anche migliori di alcune regioni del Centro, come la Toscana e il Lazio.

La raccolta differenziata regionale, secondo gli ultimi dati resi noti dalla Regione Abruzzo, che qualche mese fa, con l'assessore Mazzocca, ha illustrato i dati relativi al 2016, ha infatti raggiunto il 52,70% con un +3,40% rispetto al 2015.Dati che hanno visto in particolare il consolidamento di alcune filiere del recupero come la carta, la frazione organica e le apparecchiature elettriche ed elettroniche.

A favorire l'aumento delle percentuali di differenziata una sostanziale modifica dei sistemi di conferimento e raccolta con oltre 150 comuni che organizzano i servizi secondo sistemi domiciliari. A far registrare le migliori performance quei comuni che, come quello di Teramo, hanno optato per il "porta a porta spinto", coprendo con tale servizio il 100% delle utenze.

 

UP AND DOWN

A livello regionale i segnali maggiormente positivi arrivano dal recupero della frazione organica, di gran lunga la quota più rilevante nella raccolta dei rifiuti urbani, con 103,4 kg per abitanti recuperati, e dalla carta, con un +6,8% rispetto al dato regionale 2015, confermando l’Abruzzo prima regione nel mezzogiorno con un 55,9 kg per abitante.4

67 Comuni sono “al palo” con una differenziata inferiore al 35%, di cui 12 inferiore al 10%. Per 98 comuni ci si attesta tra il 35% ed il 65%.

Le province di Teramo e Chieti si confermano ‘riciclone’, rispettivamente con 62,69% e 61,21%; quelle di Pescara e L’Aquila confermano, invece, i loro ritardi, attestandosi rispettivamente al 38,98% ed al 46,45%.

Il Comune più virtuoso è il Comune di Castel di Ieri con il 90,02% di raccolta differenziata. Dei 13 Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, si classifica primo il Comune di Giulianova con il 69,96% di differenziata, seguito dal Comune di Avezzano con il 66,79%.

Si evidenzia, quindi, una Regione in crescita ma ancora frenata dai ritardi che mostrano alcuni medio-grandi come Sulmona, Montesilvano e Città Sant'Angelo, come sottolineato dalla Regione in occasione della presentazione dei dati 2016. Anche se molte realtà, come la stessa Montesilvano, stanno portando avanti sistemi di implementazione del porta a porta.

 

TERAMO VIRTUOSA

Se in termini di differenziata l'Italia si rivela un paese a tre velocità, l'Abruzzo si divide sue due assi: il primo è quello Teramo-Chieti, dove grazie al servizio porta a porta esteso al 100% delle utenze la differenziata ha superato il giro di boa del 60%, il secondo è quello Pescara-L'Aquila dove allo stato attuale la differenziata resta inferiore al 40%.

In particolare tra i quattro capoluoghi il più virtuoso è quello di Teramo, dove secondo gli ultimi dati in possesso dell'amministrazione comunale la differenziata ha raggiunto ad oggi il 62,65% (era al 62,14 nel 2015). Percentuale che dovrebbe aumentare fino a 2 punti con l'inserimento, tra le voci dell'indifferenziato, del cosiddetto "brecciolino stradale", e che l'amministrazione e la Team (la società che gestisce il servizio di raccolta per il Comune) vorrebbero portare al 65 per cento entro il prossimo anno.

"Il nostro obiettivo è quello di arrivare al 65% di differenziata entro il 2018 - sottolinea l'assessore all'ambiente del Comune di Teramo Mario Cozzi - Ad oggi scontiamo l'assenza di discariche sul territorio, anche se rispetto al passato ad oggi pur conferendo fuori provincia portiamo tutti i rifiuti in siti regionali, con un risparmio delle spese di trasporto. "

Un discorso, quello dell'autosufficienza in termini di discariche, che è ormai diventato un tema di livello regionale. "Per quanto riguarda l'implementazione dell'impiantistica, invece - conclude  - puntiamo a realizzare a Carapollo un polo integrato. In quest'ottica all'attuale centro di raccolta vorremmo unire un'area di messa i riserva del rifiuto e un centro per il riuso, con l'obiettivo di completare la filiera".

 

QUI CHIETI

A seguire a ruota il Comune di Teramo, in termini di differenziata, è il Comune di Chieti, che nel 2016 ha raggiunto il 62% di differenziata (era al 59,42 nel 2015). Anche a Chieti, come a Teramo, il risultato è stato raggiunto anche grazie alla copertura del 100% delle utenze attraverso il porta a porta.

Superato il 60% di differenziata adesso si guarda al futuro, con diverse novità che prenderanno il via dopo l'affidamento del servizio di trasporto e gestione dei rifiuti, attualmente in fase di gara.

"Il capitolato del bando di gara prevede il potenziamento del riciclo dei rifiuti puntando ad una minore produzione di indifferenziata e ad una maggiore attenzione alla pulizia della città. I controlli saranno rigorosi: oltre alle guardie ecologiche, la ditta che vincerà l’appalto potrà stipulare convenzioni con società che utilizzano tecnologie avanzate per un più efficace controllo del territorio, nello specifico droni per scovare utenze non registrate e coloro che inquinano sbarazzandosi dei rifiuti e creando delle vere e proprie discariche abusive - Inoltre – sottolinea l'assessore all'ambiente del Comune di Chieti Alessandro Bevilacqua - i cittadini, al fine di avere un contatto diretto con la futura società che gestirà il servizio, potranno recarsi presso due info point allestiti uno nella parte alta e l’altro nella parte bassa della città, aperti sei giorni su sette".

 

QUI PESCARA

Lontano dall'obiettivo del 65%, invece, il Comune di Pescara, attualmente fermo al 37% (nel 2015 era al 31,31), con l'amministrazione che conta di raggiungere, attraverso l'ulteriore estensione del porta a porta nelle zone attualmente scoperte dal servizio, il 40 entro il mese di dicembre. 



L'amministrazione comunale, che sta scontando numerosi ritardi, nel 2016 ha avviato sia un progetto d implementazione e riorganizzazione del porta a porta e di prossimità nelle zone di San Silvestro e Colli, con l'avvio del porta a porta nella zona di Via Raiale e traverse, sia il progetto di raccolta porta a porta per gli stabilimenti balneari nella stagione estiva.

Nel corso del 2017, invece, sono state avviate 7 estensioni del porta a porta (con l'ultima che ha avuto inizio lo scorso 6 novembre), che hanno interessato principalmente la zona di Pescara Sud-Via Tirino-Via Aldo Moro coinvolgendo complessivamente circa 6mila famiglie.

"Un cammino che proseguirà oltre - assicura l'assessore all'ambiente del Comune di Pescara Paola Marchegiani - affrontando tutte le problematiche legate all’estensione della raccolta su tutto il territorio cittadino e risolvendo le problematiche che ci consentiranno di arrivarci, come stiamo facendo, predisponendo anche un ampiamento strutturale degli impianti che farà la differenza rispetto al passato e ci traghetterà verso la percentuale massima stabilita”.

 

QUI L'AQUILA

Maglia nera, infine, al Comune dell'Aquila, dove la raccolta differenziata, anche a causa dei problemi post sisma, è ferma al 35,6% (era al 32,98 nel 2015), con il porta a porta che attualmente copre solo il 70 per cento circa delle utenze mentre il restante 30% è coperta ancora dalla raccolta stradale.

"Abbiamo ereditato delle criticità legate al territorio e al post sisma - sottolinea l'assessore all'ambiente Emanuele Imprudente - Il nostro obiettivo è quello di aumentare sensibilmente a percentuale di differenziata da un lato attraverso l'implementazione del porta a porta, dall'altro attraverso l'apertura di un secondo centro di raccolta nella zona ovest della città e l'apertura di una piattaforma ecologia il cui progetto è quasi pronto".

 

LA MAPPA DELLE DISCARICHE

A tracciare una mappa delle discariche presenti sul territorio è il piano rifiuti della Regione Abruzzo: a fine 2015 gli impianti per rifiuti non pericolosi sul territorio regionale erano 9, di cui sei in esercizio: quello del Cirsu a Notaresco (dove i conferimenti sono bloccati da giugno di quest'anno per via di tutta una serie di lavori richiesti dell’Arta e non ancora realizzati e con l'impianto sottoposto ad una procedura di concordato fallimentare che ne ha assegnato la gestione alla Deco, che però ancora non prende in carico l’impianto per via di tutta una serie di ricorsi), quello del consorzio Piomba Fino ad Atri (per quel che riguarda il teramano), quello dell'Ecolan Spa a Lanciano e quello del Civeta Spa a Cupello (per il chietino), quello del Cogesa a Sulmona e del quello di Magliano dei Marsi (per l'aquilano). Nessuna discarica risultava pienamente in esercizio nel pescarese.

Questo per quanto riguarda le discariche regolarmente autorizzate sul territorio regionale. Un discorso a parte andrebbe fatto per le numerose discariche abusive, piccole e grandi, che vengono scoperte frequentemente dalle forze dell'ordine nel corso dei controlli del territorio, i cui numeri sono però difficile da quantificare.

 

DOPPIA INFRAZIONE PER LA REGIONE

Quello che è che certo è che la Regione Abruzzo è stata oggetto di due procedure di infrazione da parte dell'Unione Europea per la mancata bonifica di siti che ospitavano in precedenza delle discariche. Quaranta i siti inizialmente interessati, per i quali la Regione Abruzzo ha stanziato circa 43 milioni di euro.

La prima procedura di infrazione (che ha già prodotto una sanzione di 10 milioni allo Stato italiano, che a sua volta ha avviato una procedura di rivalsa nei confronti della Regione, attualmente sospesa) riguarda 25 ex discariche, per le quali sono stati stanziati 24 milioni e mezzo di euro. Gli interventi di bonifica si sono già conclusi in 15 siti, in altri 4 sono in fase finale, mentre in 6 casi sono ancora in corso.

La seconda procedura di infrazione, invece, fa riferimento agli interventi 'post chiusura' di 15 impianti, 12 pubblici e 3 privati. A disposizione ci sono 18 milioni e mezzo di euro (di cui 12 milioni dal Masterplan), che saranno assegnati ai Comuni, cui spetterà bandire e gestire gli appalti, oltre a seguire gli interventi.

 

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