Usura, a giudizio due imprenditori aquilani


L’udienza dibattimentale è stata fissata per il prossimo 5 ottobre


di Maria Elena Cosenza
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
06/06/2017 alle ore 16:15



Usura. Questa l’accusa pesantissima a cui dovranno rispondere i proprietari del centro commerciale Agorà. Realizzato dopo il sisma del 2009 e inaugurato nel 2012. Ora però uno dei simboli della tormentata ricostruzione dell’Aquila è finito nel mirino della procura. Che ha rinviato a giudizio per usura i due Cicchetti,Pio e Ernesto, titolari della ditta di costruzioni aquilana Sallustio Edilizia, e Gianfranco Di Stefano, amministratore della stessa srl. L’udienza dibattimentale è stata fissata per il prossimo 5 ottobre. In quella sede verrà testata la consistenza dell’accusa che ruota attorno al contratto di affitto di uno dei 20 locali del complesso commerciale. I proprietari si sarebbero fatti promettere una penalità sui ritardi pagamenti dell’8% mensile: che all’anno corrisponde al 151,8%, percentuale di gran lunga superiore a quanto consentito dalla legge.

Secondo la procura dell’Aquila si tratta di una forma di strozzinaggio ancorché differente dalle tradizionali modalità usurarie: qui infatti non è stato fatto alcun prestito condizionato a tassi di interesse da capogiro. Ma, seppure in maniera surrettizia, la clausola di affitto così come formulata, determinerebbe una sorta di credito a favore dei proprietari dei locali che gli inquirenti ritengono ingiustificato.

La vicenda nasce dalla denuncia sporta dalla commerciante qualche mese fa, che si è trovata in difficoltà nel pagare i canoni mensili pattuiti e nell’impossibilità di rispettare il contratto stipulato. La Sallustio Edilizia per riscuotere quanto dovuto si era dunque rivolta al Tribunale dell’Aquila con un’ingiunzione di pagamento relativa alle mensilità maggio 2015-maggio 2016. Finita nella morsa dei debiti, la commerciante che aveva preso in affitto i locali all’interno del centro commerciale si era rivolta alla Procura della Repubblica dell’Aquila per sporgere denuncia. Fin qui la cronaca: in sede dibattimentale nei prossimi mesi si discuterà sulla natura della clausola applicata a questo contratto di affitto. Secondo quanto sostiene il legale dei Cicchetti, Avv. Fabio Alessandroni, non ci sarebbe stata alcuna violazione di legge: si tratterebbe di una mera “clausola penale” prevista dal codice civile.

Sarà quindi una partita tutta da giocare.

Quella degli affitti dei locali commerciali per l’Aquila è sempre stata una questione spinosa, soprattutto dopo il terremoto del 6 aprile 2009. 

Infatti i commercianti che avevano necessità di riaprire sono stati, spesse volte, costretti ad accettare contratti di affitto in centri commerciali (uniche strutture utilizzabili nell’immediato post sisma) di sei mila euro al mese. Neanche in pieno centro storico prima del 2009 gli affitti erano così alti.

Ora che il cuore della città sta tornando a pulsare rimangono ancora  numerosissimi i locali sfitti proprio a causa dei prezzi eccessivi e in continuo aumento. Come se ciò non bastasse, a cavalcare l’onda del malcontento dei commercianti, con le amministrative  dell’11 giugno alle porte, sono i politici in cerca di voti.