Il miglior vino è quello che mi porta dove non sono


Il Cerasuolo? Il vino rosato per sua natura accompagna le mille possibilità, perché riesce ad affiancare carne e pesce



Ci sono delle frasi che catturano inesorabilmente la nostra attenzione, quella che sto per citare, detta dal Miglior Sommelier d'Italia Ais 2017, Maurizio Filippi, per me è stata illuminante. Ha detto che quando gli chiedono qual è il miglior vino, lui si sente di rispondere: “il miglior vino è quello che mi porta dove non sono”.

Ecco, un guizzo di entusiasmo mi ha colpita e confortata, perché sebbene sia piuttosto lontana da tanta maestria, per me il criterio è un po' quello, e stavolta lo scenario è nuovo ma altrettanto entusiasmante.

Ora, avete presente le sere di maggio? quelle della prima decade, quando le giornate si sono allungate, le temperature sono già più calde ma comunque al calar del sole ci danno quel brivido di freschezza? In questo vino trovo un momento così. Esattamente quella sensazione.

Sarà forse per il colore, che ricorda un tramonto, o forse per i profumi, perché maggio è il mese delle rose in fiore e di quei sentori di novità che a breve si riveleranno nei frutti. Chi non si è mai fermato rapito a fine giornata, ad osservare i riverberi rosa del sole sulle colline abruzzesi?

Credo sia capitato a tutti, senza essere necessariamente troppo romantici, e personalmente credo che certe forme di bellezza siano oggettive ma credo anche, che per ciascuno la bellezza assuma una “soggettività sentimentale”. Insomma che ad ognuno di noi, quell'immagine muova nel cuore corde particolari.

Esattamente come capita con il vino. Lo si assaggia sempre seguendo dei parametri e una certa dottrina, ma la soggettività al quale è in fin dei conti sottoposto, lo libera (e ci libera) dall'assolutismo dei canoni, per riportarci al semplice edonismo naturale, che restituisce ad ogni sorso il necessario senso di libertà, che ci fa felici.

È un Cerasuolo d'Abruzzo, e come tutti i vini che incontrano non un vitigno qualsiasi, ma per me il vitigno Montepulciano d'Abruzzo, questo vino nella sua morbida freschezza, mantiene intatti alcuni capisaldi. Nei profumi, che si muovono dal fiorito all'erbaceo per sfiorare le ciliegie quelle a polpa bianca che sembrano un po' acerbe ai denti e che sugli alberi abbondano appesantendo i rami. Anche al palato è elegante e allo stesso tempo estremamente piacevole e, il colore rosa tenue, è brillante e inevitabilmente affascina l'occhio. Il vino rosato è per sua natura un vino che accompagna le mille possibilità, perché riesce ad affiancare sia preparazioni di carne che di pesce e meriterebbe a mio parere, un palcoscenico più ampio e maggiore fiducia da parte di noi “avvinati”.

La sera che l'ho incontrato, accompagnava carne bianca ai ferri e verdure grigliate, in pieno spirito pre-estivo, ma sono certa che avrebbe migliorato anche una bella grigliata di scampi o una rana pescatrice in umido con qualche pomodorino o, perchè no, un bel brodetto nelle tante declinazioni che la costa Adriatica prevede. Ora forse, dovrei dirvi che si tratta del Cerasuolo SCIARR M Azienda Agricola D'Alesio annata 2016, azienda di Pescara che nella sua vasta gamma include altri vini che hanno colpito la mia fantasia e che presto saranno oggetto di attenzioni.

Ecco, se vi capita portatelo a tavola e, magari metteteci anche una rosa (rosa) fiorita, perchè un tocco di bellezza, non cambierà le sorti della vostro convivio, ma certamente ne abbellirà i ricordi.

 

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