Sanità, i costi standard? In Abruzzo ci pensa la casa farmaceutica


Accordo tra il Dipartimento per la Salute della regione e il colosso Roche


di Ilaria Proietti
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
06/06/2017 alle ore 10:41



La spesa sanitaria è la madre di tutte le battaglie. Ne sa qualcosa la regione Abruzzo, con fatica uscita da pochi mesi dal commissariamento. Ora però si fa sul serio perché le risorse sono sempre meno, le scadenze imposte da Roma incombono e gli strumenti a disposizione scarseggiano. Sarà per questo che il Dipartimento per la salute e il Welfare ha firmato un accordo per determinare i costi standard. Un accordo con la casa farmaceutica Roche. 

Entro i prossimi mesi verrà realizzato, grazie a questa partnership, una mappatura delle prestazioni fin qui erogate per ridurre in prospettiva - almeno è questo l’auspicio - sprechi e inefficienze. In modo che in futuro venga magari accordato, nell’ambito della ripartizione del fondo nazionale messo a disposizione dal ministero dell’Economia, più spazio all’innovazione. L’obiettivo della regione è dunque chiaro. Quale sia l’interesse specifico della Roche, molto meno. Quel che è certo è che il colosso della farmaceutica, la cui attività è principalmente focalizzata sulla ricerca medica e clinica, per essere della partita è disponibile a finanziare il monitoraggio dei dati della sanità abruzzese. Affidandolo ad un altro soggetto privato e cioè Studio Pasdera: non inganni il fatto che si tratta di una srl. Il titolare di Studio Padera è anche coordinatore scientifico di un network che da anni si occupa di indicatori e risultati in campo sanitario. Una vera autorità di settore. Anzi, come recita il motto della casa, “una bussola per le aziende sanitarie”. 

In base all’accordo tra pubblico e privato le Asl abruzzesi entro le prossime settimane dovranno fornire alla srl in questione una serie di informazioni da cui si comprenderà come attualmente vengono allocate le risorse. In particolare passando al setaccio i dati su ricoveri e dimissioni ma anche sulle attività ambulatoriali: “ciò  - si legge nel progetto -, consentirà di formulare valutazioni gestionali sia sul totale delle risorse che per i singoli fattori produttivi” e cioè farmaci, personale, dispositivi medici e sanitari. Interessa sapere chi spende, come lo spende e soprattutto quanto  e cosa si dà ad ogni singolo paziente che si rivolge alle strutture pubbliche abruzzesi.  Fatto questo bilancio si valuterà se l’assetto tiene e come regolarsi per il futuro.

Alla fine lo studio della Roche verrà consegnato alla regione Abruzzo “al fine di evincere dove e quanto è possibile migliorare l’efficienza e/o contenere le risorse”. E in più, sempre Roche e sempre tramite studio Pasdera si farà carico di un programma di formazione per dipendenti e funzionari in modo che regione e Asl possano procedere “autonomamente” alla rielaborazione dei costi standard. 

Alla regione – riteniamo -  non sia sfuggita la questione della opportunità di un accordo di questo tipo. Del tutto legittimo si intende. Una collaborazione con i privati in tale ambito, specie in una regione che per anni ha subito l’onta del commissariamento è questione intuitivamente assai delicata. 

La domanda è d’obbligo: Roche che ci guadagna? Intanto un po' di pubblicità, quando il progetto verrà presentato. L’azienda avrà poi il diritto di utilizzarne i risultati che potrà condividere anche per finalità diverse dal progetto in questione.  Va da sé che tutti i dipendenti o anche ex dipendenti della pubblica amministrazione coinvolti che forniranno i dati sulle prestazioni erogate a livello regionale dovranno mettere nero su bianco di non aver in passato sottoscritto contratti che per Roche abbiano avuto un impatto economico “significativo”. 

Sia Roche che la regione hanno inoltre dovuto  specificare che gli impegni assunti non sono in alcun modo volti ad “attribuire vantaggi o benefici personali”, né perseguono lo scopo di aumentare, influenzare o “raccomandare illecitamente” la prescrizione, l’acquisto, la fornitura o l’uso di prodotti e servizi della casa farmaceutica in questione. Insomma, zero conflitti di interessi e  - è vergato in buon italiano - “nessun vantaggio illecito per una qualsiasi azienda del gruppo Roche”. Pena la risoluzione dell’accordo. Le procure abruzzesi e l’onnipresente capo dell’Anac, Raffaele Cantone possono anche andare in vacanza.