Farmaci, scadono i brevetti griffati: e adesso chi ci guadagna tra consumatori e case farmaceutiche?


Il n1 di Federfarma Pescara non si sbilancia: "Sicuramente è un vantaggio economico, ma la passa passa al medico"



“La sostituzione con un farmaco bioequivalente o generico dovrebbe essere affrontata con cautela. Sicuramente è un vantaggio economico, ma va valutato nel tempo”. Lo sostiene il dottor Fabrizio Zenobii, presidente dell’Associazione Sindacale dei Titolari di Farmacia (Federfarma) della Provincia di Pescara, chiamato a commentare l’imminente scadenza dei brevetti farmaceutici e il conseguente crollo dei prezzi, grazie all’utilizzo dei generici.

Ben 13 medicinali infatti, i cui brevetti producono un giro d’affari del valore oltre un miliardo di euro, quasi completamente a carico del servizio sanitario nazionale, potranno essere sostituiti con i bioequivalenti. La stima è che l'ingresso del generico abbatta i prezzi di circa il 60% con un il risparmio di circa 600 milioni di euro. Tra i brevetti vi è quello del Cialis, il noto farmaco che combatte la disfunzione erettile, secondo solo al Viagra, e il Crestor, usatissimo, che serve ad abbattere il colesterolo. Nella lista anche anti ipertensivi, farmaci contro l'osteoartrosi e l'ipertrofia prostatica benigna.

Un generico è un medicinale che contiene lo stesso principio attivo e nella stessa concentrazione di un farmaco di marca non più coperto da brevetto. I farmaci equivalenti hanno inoltre la stessa forma farmaceutica e le stesse indicazioni del farmaco di riferimento, sono registrati e commercializzati con la denominazione comune internazionale del principio attivo seguito dal nome del produttore (titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio) e devono avere un prezzo inferiore di almeno il 20% rispetto a quello del prodotto innovatore o brand. Ma allora cosa cambia?

“Può cambiare, e cambia spesso, la cinetica del farmaco, non la dinamica, ovvero possono mutare i tempi e i modi di assorbimento - risponde Zenobii-. Se si utilizza una polvere piuttosto che un’altra per diluire un principio attivo, l’assorbimento dello stesso principio contenuto in un farmaco di marca nel paziente potrà essere differente”.

E aggiunge che quando si tratta di un antidolorifico, quello che si può verificare, ad esempio, è che un mal di testa passi mezz’ora prima o mezz’ora dopo. Quando però un paziente si cura con antidepressivi, antipsicotici, antiaritmici, e siamo quindi di fronte a patologie delicate, occorre sempre, prima di cambiare con un generico, affidarsi al medico. E valutare l’efficacia della terapia, sottolinea, non significa solo dispensazione del farmaco, ma valutazione del risultato. Ogni volta che si cambia il farmaco (‘griffato’) con un generico– conclude il farmacista- bisogna fare attenzione”.

twitter@ImpaginatoQuotidinaoTw