Quali saranno le ambizioni (non stellate o naif, ma certamente saporite) di "Avvinato"


Bere per diletto: la nuova rubrica di Samuela Palatini a cui "brillano gli occhi difronte ad un calice di rosso"



In un mondo di esperti bevitori, di eccelsi sommelier, meticolosi tecnici ed attenti estimatori, scrivere di vino, e riuscire a farlo in maniera autorevole, è cosa ardua. Ma tranquilli “Avvinato” ambizioni così alte non ne ha. Propone piuttosto un bere per diletto e il gusto di raccontarlo nel modo più naturale che sia, ascoltando cosa quel vino ci svela.

Una rubrica come questa vuole, se possibile, restituire al vino il valore edonistico che da sempre ha, tralasciando la competizione del chi ha più titoli, masters, medaglie, spille, diplomi, trofei, riconoscimenti e senza farsi condizionare dalla guerra del chi ce l'ha più lunga (la lista degli assaggi). Lo farà per suggerivi qualcosa di estremamente piacevole da bere, da mangiare o da fare, ma che sia sempre “avvinato”.

È stato scelto questo nome perchè “avvinare” vuol dire mettere del vino in un bicchiere (o nelle botti di legno) affichè si disperdano altri odori, e il vino incontri un ambiente favorevole all'esaltazione delle proprie qualità. Ecco, questo sarebbe auspicabile.

Sarebbe auspicabile che ci fosse sempre un buon vino ad enfatizzare e stigmatizzare un istante preciso, che raccolga in quel sapore e in quei colori, la fotografia di un attimo e un'emozione. Forse questa è davvero un'alta ambizione.

Chi scrive è una giovane donna, piena di entusiasmo e curiosità, alla quale brillano gli occhi di fronte ad un calice di rosso, che sorride ad un buon bianco e si incanta alla danza delle bollicine. Per alcuni anni ha avuto la valigia sempre pronta, ora invece da' spazio al tempo e si lascia maturare, proprio come si fa col vino.

Ci sono un paio di altre cose che dovreste sapere di lei: ama l'Abruzzo in maniera viscerale.

Tra qualche settimana (forse) sarà Sommelier.

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