Manager promossi con l'aiutino


Il bando per accedere all'elenco d'oro nazionale dei manager Asl viene tenuto segreto



Senza clamori, senza annunci, senza uno straccio di avviso o di comunicato. Zitti zitti, piano piano. Che è già un’anomalia da parte della Regione più generosa di comunicati di tutto il mondo: il bando per accedere all’elenco d’oro nazionale dei manager Asl viene tenuto segreto, e segreto viene tenuto il corso di formazione per direttori generali organizzato insieme all’ Università di Teramo, senza il quale non puoi iscriverti.

Accade in Abruzzo, e accade anche di più. La legge Madia ha introdotto dal 2016 l’istituzione di un elenco nazionale per tutti gli aspiranti alla nomina di direttore generale delle Asl, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale.

Poltrone ambitissime e fino a oggi assegnate dai presidenti di Regione, che pescavano dagli albi territoriali (non sempre, per la verità: con Tordera, il manager dell’Aquila, Luciano D’Alfonso ha pescato nell’elenco della Lombardia, forzando le regole e ritenendo che qui non ci fossero le professionalità giuste). Da metà del 2016, tutto fa capo a Roma.

E il bando per il 2017 prevede che le domande di partecipazione possano essere presentate entro le ore 18 del 18 ottobre, quindi tra pochissimi giorni. Ma c’è un intoppo. Anzi, una fregatura per tutti quelli che zitti zitti e grazie alle info privilegiate che arrivavano da Roma e dalla Regione Abruzzo, si sono iscritti al corso di formazione dell’Università di Teramo: le famose 150 ore necessarie per completare il ciclo formativo e per ottenere l’attestato di frequenza scadono infatti a fine ottobre, troppo tardi per entrare nell’albo d’oro nazionale.

Scadevano, per la verità: perchè come se nulla fosse, il termine del corso è stato anticipato al 16 ottobre, due giorni prima della scadenza del bando. L’annuncio viene dato informalmente sabato scorso con un passa parola durante il convegno all’Aurum di Pescara sul Soggetto aggregatore. Per dare la possibilità a tutti i frequentatori del corso di iscriversi all’elenco.

Un’aggiustatina, una rifilata ed oplà, il gioco è fatto. Che saranno mai 15 giorni in meno, l’importante sono le ore di frequenza, e le ore si possono concentrare. E così, tra un paio di mesi sapremo chi saranno i nuovi manager abruzzesi: basta guardare l’elenco degli iscritti al corso, che sono gli stessi che presenteranno la domanda al Ministero della Salute una volta ricevuto il certificato di frequenza, giorno più giorno meno.

Tutti nomi noti, tutti nomi conosciuti, ci sono i manager in carica e una serie di altri personaggi, primari e direttori sanitari: c’è la direttrice sanitaria dimissionaria della Asl di Chieti Sabrina Di Pietro, la sua sostituta Tiziana Petrella, c’è il direttore amministrativo della Asl di Pescara Zappalà, il primario di Neuroradiologia a Teramo Di Egidio, c’è il presidente dell’istituto Zooprofilattico Mattioli, eccetera eccetera (l’elenco lo trovate in basso).

Certo, il percorso non si ferma alla presentazione della domanda: secondo la legge Madia l’elenco verrà aggiornato ogni due anni e sempre ogni due anni verrà nominata una commissione composta da cinque esperti di cui due designati dal ministero della Salute, uno dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e due dalla Conferenza Stato-Regioni.

La commissione provvederà alla formazione dell’elenco. Per iscriversi saranno ammessi i candidati che non abbiano compiuto 65 anni di età, che abbiano la laurea, comprovata esperienza dirigenziale almeno quinquennale, nel settore sanitario o di sette anni in altri settori e infine, il fatidico attestato rilasciato all’esito del corso di formazione in materia di sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria. Corso che è stato bandito dall’Università di Teramo, in collaborazione con la Regione e con il Dipartimento di Economia aziendale dell’Università d’Annunzio di Chieti e Pescara: la graduatoria degli ammessi è stata pubblicata il 7 febbraio scorso. Durata del corso 150 ore divise in sei mesi “con criteri di flessibilità”.

ps: Quella flessibilità che ha consentito la chiusura anticipata, e che ha fatto imbestialire quanti avrebbero voluto partecipare ma non sono stati informati.

ps: grazie a quello stesso “zitti zitti piano piano” che ha consentito a molti (ma non a tutti) dirigenti regionali di frequentare i dottorati di ricerca.

Ecco i nomi degli iscritti: Riccardo Baci, Paolo Calistri, Franco Caracciolo, Alberto Cianci, Carla De Iulis, Fabrizio De Massis, Mauro De Ventura, Vincenzo Di Egidio, Maurizio Di Giosia, Sabrina Di Pietro, Antonella Di Silvestre, Roberto Fagnano, Giovanni Farinella, Nicola Ferri, Pasquale Flacco, Armando Mancini, Alfonso Mascitelli, Mauro Mattioli, Giacomo Migliorati, Daniela Morelli, Angelo Muraglia, Vincenzo Orsatti, Tiziana Fulvia Petrella, Antonio Petrini, Enzo Ruggieri, Franco Santarelli, Rinaldo Tordera, Valterio Fortunato, Paolo Zappalà, Maurizio Zunica.