Legge elettorale, Renzi-Berlusconi-M5s: avanti con Tedescum. Alfano nell'angolo


Il leader di Ap contro il Pd: "Non temiamo soglia 5%, pensiamo al Paese". Nei Dem 31 senatori dissidenti


di Ester Cartolaro
Categoria: Transatlantico
30/05/2017 alle ore 17:22



Roma,30 mag (Agenzia Nova) – L'ipotesi di voto anticipato e l'accordo su un sistema elettorale alla tedesca viaggiano di pari passo. L'intesa tra Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e il M5s sembra oramai a un passo. Trema però il ministro degli Esteri Angelino Alfano, sempre più terrorizzato che la sua Alternativa popolare possa restare fuori dal parlamento a causa della soglia di sbarramento al 5 per cento. Ma non è il solo. Anche nel Pd spuntano i dissidenti: 31 senatori vicini al ministro della Giustizia Andrea Orlando hanno firmato un appello  sostenendo che lo scioglimento anticipato delle Camere sarebbe un “salto nel buio“. Nel frattempo, anche il premier Paolo Gentiloni auspica una nuova legge elettorale ma ribadisce che il governo intende mantenere i suoi impegni. "L'esecutivo si augura un'intesa sulla legge elettorale, ma non abbiamo un ruolo da protagonisti  - spiega il presidente del Consiglio, dopo un incontro con il primo ministro canadese Justin Trudeau, a Villa Madama - . Confermo che il governo è nella pienezza dei suoi poteri e ha degli impegni che intende mantenere". Un forte sostegno all'azione del governo arriva da 31 senatori dell'area orlandiana, capeggiati da Vannino Chiti. "Il recente esame positivo da parte della Commissione europea dei contenuti della cosiddetta manovrina" e la "raccomandazione a consolidare l'azione di risanamento finanziario e di sostegno alla crescita" è ulteriore motivo "per continuare nel sostegno leale verso l'azione del governo Gentiloni", si legge in un documento. Il governo Gentiloni, sottolineano i parlamentari, "da qui a fine legislatura, deve procedere senza indugi sulla via delle riforme e garantire quella stabilità necessaria per poter affrontare anche i prossimi appuntamenti di bilancio". Ma il senatore Andrea Marcucci gela i compagni di partito. "Purtroppo, 31 senatori orlandiani non fanno la maggioranza in Parlamento. Il sistema tedesco è l'unico in grado di passare - replica l'esponente della maggioranza del Pd- . Il Partito democratico fa una scelta responsabile per rispondere all'appello del capo dello Stato. Quanto al salto nel buio rappresentato dalle elezioni anticipate appare francamente un'esagerazione". Sul fronte opposto, Berlusconi non solo conferma l’intenzione di sostenere l’accordo sulla nuova legge elettorale, ma dice anche che per lui sarebbe addirittura meglio uno sbarramento all’8 per cento. Una frase che non tranquillizza affatto il ministro Alfano, il quale però cerca di fare buon viso a cattivo gioco. “Non abbiamo posto la questione della soglia, ma una questione di principio sulla legge elettorale, perché ci uniremo ad altri e supereremo la soglia del 5 per cento - sottolinea -. Ci sono tante forze politiche e persone della società civile che ci hanno dato disponibilità ad aggregare una coalizione liberale popolare che supererà la soglia, se sarà quella”. Detto questo, il titolare della Farnesina si lancia in un accorato appello al Pd: "pensino all'Italia. Pensino al danno che questa impazienza può fare alla nostra economia e a quanti miliardi corrisponde il conto salato che si rischia di fare pagare all'economia italiana e agli italiani per l'impazienza di rientrare a Palazzo Chigi. Un'impazienza che ha un costo salatissimo". Ma i renziani non sembrano affatto preoccupati.