Master list, chi è finito ai domiciliari con l'accusa di tangenti e appalti irregolari


Spicca l'amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano, Giuseppe Venturini


di Redazione
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
27/09/2017 alle ore 11:05

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Sette persone ai domiciliari: è il bilancio dell'operazione Master list condotta dalla Mobile aquilana. Destinatari dei provvedimenti, che rappresenterebbero uno stralcio di un'inchiesta più ampia, l’amministratore delegato del Consorzio acquedottistico marsicano, Giuseppe Venturini, il consigliere comunale di Canistro, Paolo Di Pietro (il cui sindaco è Angelo Di Paolo già assessore nella Giunta Chiodi); il sindaco di Casacanditella (Chieti) Giuseppe D’Angelo, gli imprenditori Emiliano Pompa, Serio Giancaterino e Antonio Ruggeri, il Responsabile unico del procedimento al Comune di Campotosto Antonio Ranieri.

Due i filoni dell'indagine, gli appalti e le tangenti. Secondo i sostituti procuratori Roberto Savelli e Maurizio Maria Cerrato a Canistro le irregolarità avrebbero riguardato i lavori per il cimitero, a Campotosto la manutenzione di un'area di campeggio, del centro velico denominata e della ex discarica Reperduso.

Circa le aste pubbliche, di cui il Comune di Casacanditella è capofila, sotto l'occhio della magistratura sono finiti i lavori dell’area a rischio idrogeologico della località Colle grande del Comune di San Martino sulla Marrucina, la manutenzione dei depuratori a Capistrello e di quelli eseguiti dal Cam.

Le riunioni finalizzate a decidere le strategie da mettere in pratica si svolgevano in auto, utilizzata come un vero e proprio ufficio del gruppo, hanno detto gli investigatori alla stampa. L’Inchiesta, iniziata nel 2015, si è basata su un anno di  intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che su documenti acquisiti nel corso di alcune perquisizioni. Gli inquirenti hanno individuato quello che in conferenza è stato definito ‘un cartello d’imprese’ facente capo all’imprenditore pescarese Sergio Giancaterino, e all’intermediario di Avezzano, Antonio Ruggeri, che avrebbero scelto una serie di ditte alle quali affidare i lavori, tutte segnate in un’agenda sequestrata.

Dalla perquisizione svolta in casa di uno degli indagati,  inoltre, gli agenti avrebbero  trovato una pen drive con una lista di ditte che, secondo l’accusa, avrebbero preso parte al disegno criminoso. Secondo quanto emerso dalle indagini, il metodo utilizzato dagli indagati sarebbe stato quello di creare ‘nero utile al pagamento delle persone che poi avrebbero corrotto’. Nell’ambito dell’inchiesta sono coinvolte anche altre sei persone che nei prossimi giorni saranno ascoltate dagli investigatori.

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