Nuova Pescara, la fusione che non piace ai piddini (in polemica con D'Alfonso)


Terza breccia aperta nel partito del governatore, dopo il caso di Alba Adriatica e i mal di pancia teramani



E tre. Man mano che si avvicina la campagna elettorale, ecco infittirsi le spine per il Governatore Luciano D'Alfonso, alle prese ora anche con la sommossa di un sindaco del suo stesso partito (quindi potenzialmente un alleato e pure di rango inferiore).

La proposta era stata supportata anche da un referendum datato 2014, con il 64% dei cittadini che hanno detto sì alla costituzione della ‘Nuova Pescara’, prevista con la fusione dei Comuni di Montesilvano, Spoltore e proprio la stessa Pescara. Ma adesso il partito del Governatore D'Alfonso, che è di fatto primo firmatario del relativo progetto di legge, appare spaccato sulla fase operativa.

Da un lato il consigliere regionale con delega ai trasporti, Camillo D’Alessandro, che annuncia di aver chiesto all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale di calendarizzare il progetto di legge per la costituzione della ‘Nuova Pescara’ e assicura tutti sul fatto che l'iter partirà a breve. Dall'altro il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, che non cela la sua personale contrarietà al progetto di fusione. Parliamo di un un unico soggetto amministrativo dotato di una popolazione di oltre 200mila abitanti. Ma al momento il Pd appare più diviso che mai.

“Il progetto di legge, che vede come primo firmatario il presidente Luciano D’Alfonso – ha osservato D'Alessandro – formalizza l’esito del referendum e, sul piano legislativo, garantisce un cronoprogramma chiaro e obiettivi certi”. I tempi ufficiali fanno cadere la dead line al 1 gennaio 2019 ma le diverse posizioni nel partito di governo regionale lasciano credere che potrebbero esserci sorprese.

Anche perché questa breccia aperta nel muro dalfonsiano, si somma al caso di Alba Adriatica, con il segretario del circolo Pd locale espulso per frasi contro i migranti e ai mal di pancia teramani, dove una costola di democrat ha dato vita alla componenbte Red, in evidente polemica con la governance regionale.

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