Maltauro, l'ultimo no


Si sono dimenticati anche l'Oncologia



Non è bastato lo scippo alla Asl di Chieti, l’avocazione del progetto, le strigliate, gli insulti all’ormai ex direttore amministrativo Sabrina Di Pietro, il cambio del Rup, né i giri di valzer e i giri di delibere e di parole: anche i tecnici incaricati dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso bocciano Maltauro. La relazione del nuovo responsabile unico del procedimento Emidio Primavera, designato dalla Regione Abruzzo, scrive un secco no al project financing per il nuovo ospedale di Chieti. Anche se è ancora tutto da vedere: due giorni dopo la consegna della relazione,  il direttore generale Vincenzo Rivera chiede di sospendere ogni decisione “nel merito”, almeno fino all’ampliamento dei termini assegnati per la valutazione del progetto. E quindi, la Regione che aveva strigliato la Asl di Chieti per i ritardi, adesso chiede di aspettare, e tutto al solo scopo di tentare di raddrizzare una valutazione che ormai è negativa per tutti: tecnici Asl, tecnici della Regione, avvocati e giuristi.

Insomma, la Regione vuole Maltauro a tutti i costi. Ma adesso sarà dura, anzi durissima, contrastare il parere firmato da Primavera e diffuso alla stampa dal presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo.
I conti non tornano: troppo alti, secondo la Regione. La proposta Maltauro parla di un costo medio di 321.287,13 euro a posto letto, al netto dell’Iva e senza contare le apparecchiature elettromedicali, ma la somma ricalcolata è di 238,550 euro a posto letto, al lordo dell’Iva. C’è un abisso, che porterebbe comunque a un costo totale del project di 86.736.780 euro. Ma non è solo questa la zona grigia.
Un lungo elenco di criticità tecniche, che vanno dalle dimensioni delle camere che non rispecchiano i parametri di legge, al sovraffollamento della sala dialisi (che per legge dovrebbe avere al massimo 9 postazioni), alla scarsezza dei locali di deposito, all’assenza del modulo per la radiologia interventistica, le carenze del gruppo operatorio, l’assenza dell’Odontoiatria e, addirittura, del reparto di Oncologia con un’area dedicata e autonoma per l’assistenza ai malati in regime ambulatoriale (quelli che che fanno la chemio), e tanto altro ancora.

Ma sono le criticità di natura giuridica ed economico-finanziaria, già evidenziate dal rup Filippo Manci e ora ribadite da Primavera, che lasciano perplessi: il tecnico della Regione fa presente che il rischio dell’operazione è a totale carico del partner pubblico e che una recente sentenza stabilisce invece che il project piò essere considerato un valido strumento di coinvolgimento dei privati per la realizzazione di opere pubbliche “purché l’opera venga realizzata integralmente con capitali privati, limitando la eventuale contribuzione pubblica a importi non significativi”. Ma così, per Maltauro non è.

Quindi, tirando le somme, le criticità più rilevanti secondo Primavera  sono i servizi commerciali, che devono essere limitati a bar e distributori e sui quali Maltauro si deve assumere il rischio di domanda; sui parcheggi occorrono tariffe più congrue. Sulla gestione dei servizi c’è una nettissima sottolineatura a penna blu: non sarà possibile che il privato gestisca i servizi di pulizia, lavanderia, ristorazione, assistenza e manutenzione delle apparecchiature medicali, la gestione della Radiologia e della Medicina nucleare, i servizi di logistica, la gestione dei laboratori di biochimica, tutte richieste contenute nella proposta Maltauro. E ancora un particolare, piccolo ma non di poco conto: il privato chiede di riutilizzare gli arredi esistenti, ma in questo caso Primavera stabilisce che vada corrisposto un canone oppure venga rideterminato il costo della concessione e che venga accorciata la durata del contratto.

ps: E, dulcis in fundo, vanno previste penali. Che prima manco per sogno. Insomma, tutto da rifare. Con il timbro della Regione. Che adesso, sicuramente, se ne inventerà un’altra.

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