Come andrà la raccolta delle olive (e la produzione dell'olio): le previsioni di Federici


Il numero uno di Coldiretti Abruzzo azzarda anche le cifre: "Costerà dai sette ai 20 euro"



Le bizze del clima che hanno caratterizzato il 2017 continuano a lasciare strascichi e a pagarne le conseguenze sono anche molti agricoltori. Una buona parte del patrimonio olivicolo è stato abbattuto a causa della neve nel mese di gennaio e delle tardive gelate che hanno fatte cadere i frutti.

“L’andamento della campagna olivicola quest’anno registra un considerevole decremento della produzione dell’olio, dovuto alle particolari condizioni metereologiche che hanno colpito la regione. Tuttavia il consumatore che sceglierà di acquistare un prodotto abruzzese porterà sulla tavola un olio dalle qualità organolettiche eccezionali”.

E’ il commento del direttore di Coldiretti Abruzzo, Giulio Federici, che traccia un primo quadro di quella che sarà la raccolta dell’olivo, prevista quest’anno tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, “quando il colore delle olive da verde diventerà rosso- violaceo”. La produzione, sostiene Federici subirà una diminuzione di circa il 50 per cento di quella regionale (sei milioni di piante su circa 46mila ettari di terra).

L’arbusto secolare e sempreverde che necessita di un clima mite, infatti, quest’anno ha risentito dello sfavorevole andamento climatico, culminato con il lungo periodo di siccità estiva. Tutti i mali non vengono per nuocere. Il forte caldo, infatti, ha contribuito alla totale assenza nelle piante di parassiti. Non ci sono attacchi di alcun genere, nemmeno quelli fungini. Il prodotto abruzzese – assicura Federici- è sanissimo e di ottima qualità.

I microclimi che caratterizzano le varie aree del territorio non consentono di stabilire quali saranno le zone più fertili, l’Abruzzo si caratterizza per la sua tipica produzione a macchia di leopardo.

“Abbiamo ben tre oli che possono fregiarsi del prestigioso D.o.p.(denominazioni di origine protetta): Colline teatine, Pretuziano delle colline teramane e Aprutino pescarese”. Il prezzo di un litro di olio extra vergine di oliva si aggirerà intorno alle sette euro, mentre per coloro che non si accontentano del gusto tradizionale, dovranno spendere sulle 20 euro. Parliamo di oli particolari - dice il direttore- che magari rievocano il sapore delle mandorle, del carciofo o del pomodoro.

E dell’olio che arriva dalla Tunisia?

Federici risponde alla domanda con diplomazia, senza entrare nella polemica afferma che il consumatore ha la possibilità di scegliere, anche in base al prezzo, ma deve compiere un acquisto consapevole. E sono due i modi per farlo: “guardare in faccia il produttore, andare nel territorio e avvistare il prodotto, oppure affidarsi alle denominazioni di origine protette che garantiscono sempre la qualità al consumatore”.

"L’Italia, cuore del Mediterraneo, possiede olive caratterizzate da aspetti, varietà produttive, caratteristiche, tra piccante, amaro e fruttato, che altri Paesi limitrofi, pur ospitando varietà riconosciute e classificate a buoni livelli, non sono in grado di eguagliare. Varietà - conclude l'esponente di Coldiretti- che non raccontano i sapori che gli italiani sono abituati a sentire, riconoscere e apprezzare nell’oliva".

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