Teramo, Brucchi attende direttive da Roma: l'amministrazione dipende dal futuro del sindaco


Possibile via libera di Forza Italia a sua candidatura in Parlamento. Maggioranza a rischio


di Elisa Leuzzo
Categoria: ABRUZZO-ITALIA
08/09/2017 alle ore 07:42

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Inevitabili e tardive, visto che l'amministrazione Brucchi perde idee e pezzi ormai da anni, le dimissioni del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, potrebbero arrivare prima dell'inizio dell'anno scolastico. Il tutto perché la scelta del primo cittadino, a questo punto, dipenderebbe dalla possibilità di arrivare in Parlamento. Su questa eventualità, il sindaco, interpellato più volte, non ha ancora fatto del tutto chiarezza, ma, da fonti a lui vicine, si conferma l’ipotesi di scelta “condizionata” da Forza Italia.

Intanto in città tiene banco ormai da un anno la questione sulla sicurezza delle scuole: mentre da una parte il sindaco è soddisfatto per aver incassato da Roma l'ok ai Musp - 500 posti che saranno posizionati nell’area della D’Alessandro - e completato le verifiche di resistenza sismica sulle scuole, dall’altra i genitori degli studenti teramani e la minoranza sono sul piede di guerra.

A tal proposito interviene l’ex candidata sindaco Graziella Cordone: “Come è possibile che già dopo il terremoto dell’Aquila non sia venuto in mente al sindaco di applicare la normativa in materia di vulnerabilità sismica e iniziare a costruire edifici sicuri? Tutti i fondi dove sono andati a finire? A ridosso dell’inizio dell’anno scolastico viene adesso messa in dubbio la riapertura delle scuole?”.

“Ad ogni calamità – prosegue la Cordone – il sindaco chiuderà le scuole? Come si permette di criticare chi sceglie di far studiare i figli a casa? Da amministratore di una città deve dare risposte precise e dettagliate e non lasciare i cittadini allo sbando.  Per troppo tempo – conclude -  sono stata a guardare in silenzio, ora basta essere presi in giro, Brucchi si dimetta”.

La Cordone non è ovviamente l’unica ad andare contro il primo cittadino, le lamentele sull’operato dell’amministrazione arrivano ormai da troppo tempo da tutta l’opposizione e da diversi teramani. A volte anche in maniera strumentale. Brucchi si è paragonato ad una moderna Penelope (“Tessevo la tela di giorno e di notte qualcun altro la disfaceva”), ma forse non è mai davvero riuscito a tessere quella tela da solo. Pagandone le conseguenze con una maggioranza sempre in bilico.

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