Ecco perché tutti i big nazionali cercano la rete


Tim, patto "segreto" con Enel e Cassa depositi e prestiti sulla fusione con Open Fiber


di Leonardo De Santis
Categoria: ABRUZZO
21/06/2019 alle ore 19:26



Voci e indiscrezioni erano diventate quotidiane, troppo frequenti così che Tim alla fine ha ceduto comunicando di «aver sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti ed Enel», azionisti paritetici di Open Fiber, «un accordo di confidenzialità volto ad avviare un confronto finalizzato a valutare possibili forme di integrazione delle reti in fibra ottica di Tim e Open Fiber, anche attraverso operazioni societarie».

Obiettivo del confronto, prosegue la nota, «è verificare la fattibilità dell’operazione, le relative modalità e il perimetro di attività oggetto di un possibile accordo, in funzione della volontà delle parti e del quadro normativo e regolatorio di riferimento». «In esecuzione del suddetto accordo», si conclude il comunicato del gruppo guidato da Luigi Gubitosi, «le parti si atterranno alla più stretta confidenzialità».

E così ai rumors, che si erano infittiti anche dopo che un mese fa i vertici di Cdp, il presidente Massimo Tononi e l’amministratore delegato Fabrizio Palermo, si erano recati a Parigi per incontrare quelli di Vivendi (primo socio di Tim con il 23,9%) Vincent Bolloré e Arnaud de Puyfontaine, Tim ha risposto con la prima conferma di un «tavolo a tre»: tempo fa era stata comunicata l’apertura di un dialogo tecnico fra Tim e Open Fiber, ma ora viene ufficializzato il confronto fra il gruppo di telecomunicazioni e i due azionisti della società creata per posizionare la rete a banda ultralarga nelle zone «a fallimento di mercato».

La conferma perciò, se non ipoteca l’esito finale dell’interlocuzione, ha un valore segnaletico sul possibile superamento di alcune criticità manifestate intorno all’operazione, in particolare dal numero uno di Enel Francesco Starace. 
Si tratta dunque di un’accelerazione che potrebbe avere già due appuntamenti non secondari in calendario: i consigli di Tim del 27 giugno e del primo agosto. Nel primo avrà luogo alla luce della disclosure di ieri e sarà perciò interessante vedere quali saranno le posizioni, soprattutto quella di Vivendi. Ma l’attenzione si rivolge soprattutto al secondo board, che ha all’ordine del giorno la semestrale, durante il quale Gubitosi potrebbe dar conto dello stato del negoziato in corso. 
Il primo step è la valutazione di Open Fiber, preliminare rispetto alle modalità con le quali può configurarsi tutta l’operazione, che dovrebbe vedere alla fine la combinazione delle reti di Tim e della stessa Open Fiber. Tra Cdp e Enel in Open Fiber sussistono accordi con prelazioni e veti: la nota in tal senso sembra manifestare la possibilità che si sia arrivati a una condivisa volontà di andare avanti. 

In che modo? Valutazioni e tracciato, che impegneranno gli advisor (Rothschild e Vitale per Tim, Jp Morgan e Unicredit per Cdp e Mediobanca per Enel) e i vertici delle società, si presentano complessi. Tim, che intende detenere il controllo della rete unica, potrebbe procedere all’acquisizione del controllo di Open Fiber con operazioni straordinarie finalizzate a conferimenti, e non è escluso possa decidere di effettuare anche un aumento rivolto al mercato in funzione di un proprio rafforzamento.

twitter@ImpaginatoTw